Golden Globes 2018: 50 shades darker

Buon pomeriggio e ben ritrovati sul blog!
Dopo un periodo di latitanza (comprensivo di esami, viaggi all'estero - ma quanto è bella Copenhagen?, festività e rientri) eccomi tornata abbomba per commentare uno degli eventi più attesi: la cerimonia dei Golden Globes 2018!


Il 2017 è stato davvero un anno nero per Hollywood: lo scandalo Weinstein ha svelato quello che tanti ritengono essere un segreto di Pulcinella, ovvero il problema delle molestie sessuali nello showbiz - stante tutte le critiche e le maldicenze da chi, evidentemente, non ha mai sentito parlare di empatia o non ha mai letto mezza riga di un qualsiasi libro di psicologia e/o di diritto penale. Tale scandalo ha creato un caos di proporzioni bibliche, oltre che una vera e propria reazione a catena: del resto, quando si è soli contro il male si ha terrore, ma basta che qualcuno muova la prima pedina del domino per far crollare tutto quanto, per trovare la forza di denunciare e ammettere un fatto doloroso, per smetterla di autocolpevolizzarsi.
E in un contesto dove da una denuncia ne sono partite dieci, cento, mille, in questo senso si inserisce il movimento #MeToo, considerato un vero e proprio movimento teso a non far sentire più sole le vittime di molestie.


Parlando proprio di Weinstein, questi Golden Globes hanno puntato molto a non nascondere l'elefante nella stanza: ci sono state molteplici battute, scherzi ma anche monologhi diretti ad affrontare esplicitamente il problema. Il femminismo e la tutela dei diritti delle donne sono stati quindi i veri protagonisti dell'evento. Particolarmente remarkable è stata la frecciatina di Natalie Portman, la quale - nell'annunciare i candidati al premio miglior regista - ha sottolineato che tutti i candidati fossero uomini (qui potete vedere il video della scena).
Per tutti questi motivi, ecco giustificato il dress code dell'evento: come vi sarete accorti, quest'anno il nero ha spopolato, in segno di lutto e di rispetto - ma anche come lucida consapevolezza della questione.
Ecco quindi una selezione di quelli che, secondo me, sono stati i migliori abiti visti sul red carpet:








 




 



 




Per quanto mi riguarda, per il miglior outfit the winner is... Kendall Jenner! (scusami Sara, non uccidermi).
Un bel non classificato, invece, a Emilia Clarke (aka la Khaleesi in Game of Thrones), le cui sopracciglia sono ormai fuori controllo e distolgono l'attenzione da tutto il resto - quindi non vi metterò neanche la foto dell'outfit, perché tanto... 


Ne approfitto anche per fare un plauso alla bravissima Elisabeth Moss, che ha vinto il premio per miglior attrice in una serie TV drammatica (nientedimeno che Handmaid's Tale, serie TV anch'essa premiata come migliore).
Che dire? Il talento della Moss era già lampante ai tempi di MadMen, ma con Handmaid's Tale - serie che appunto è pregnata di femminismo - si è davvero superata. Vi consiglio di darci un'occhiata, perché personalmente quella serie mi ha cambiato la vita!


Per i fan di Bojack Horseman, invece, una battutona in puro stile Mr. Peanutbutter: Hermione Granger e Edward di Twilight... "ma che cos'è questo, un episodio crossover?"


Sarò sincera: tutta la questione degli scandali sessuali è stata gestita in modo pessimo, soprattutto in Italia. No, non mi riferisco tanto ai commenti dei webeti o dei soliti leoni da tastiera, ma anche ad opinioni e articoli di personaggi considerati "autorevoli" che mi hanno fatta rabbrividire - quali, ad esempio, l'orrido articolo di Guia Soncini sul fallimento del femminismo in Italia.
Ne abbiamo da fare di strada, ma non scoraggiamoci: ogni passo ci porterà più vicine alla parità di genere e al riconoscimento del femminismo come un potente alleato, e non più come uno spettro da cui doversi nascondere.
A presto,
-Ste


[continua...]

Love by Cartier

Nato a New York negli anni '70, il bracciale Love di Cartier è diventato uno dei pezzi di gioielleria più amati e ricercati.
L'ideatore del Love bracelet, il designer fiorentino Aldo Cipullo, ai tempi era uno studente di storia affascinato dalle antiche leggende, in particolare quelle che riguardavano l'arte medievale.

Il gioiello fu ispirato al concetto della cintura di castità, infatti prima di partire per la guerra i combattenti usavano proteggere la fedeltà delle mogli avvalendosi di questo mezzo di contenzione fisica. Questa concezione dietro al design del gioiello scatenò in passato le ire da parte delle femministe; in realtà il bracciale, diventato l'ultimo simbolo luxury di un rapporto amoroso assoluto, vuole essere simbolo di libertà e suggellare l'eccellenza dell'amore.

Inizialmente il bracciale era ovale, in modo da farlo aderire il più possibile al polso, ed era in argento placcato in oro.
Il bracciale è composto da due semicerchi fissati con due piccole viti tonde in vermeil che vengono avvitate e svitate con un cacciavite ergonomo dato in dotazione all'interno della scatola regalo.

Inizialmente ai clienti non era permesso comprare il Love Bracelet per sé stessi, ma veniva venduto soltanto alle coppie. Per rafforzare il messaggio che questo bracciale fosse riservato solo agli innamorati, Cartier regalò il gioiello a 25 coppie famose: tra cui Sophia Loren e Carlo Ponti, Steve McQueen e Ali McGraw, Richard Burton e Elizabeth Taylor. Questo genere di marketing riscontrò talmente tanto favore che le persone più in vista degli USA, iniziarono la corsa per avere il loro gioiello.
Dal momento che ogni bracciale è fatto a mano, non è possibile per il brand stare al passo con gli ordini, per questo motivo esiste una lista d'attesa.
Kylie Jenner possiede quattro Love bracelets, che fanno un totale di circa 40.000 dollari di gioielleria (per la serie: ciao poveri). Uno dei suoi braccialetti le rimase bloccato al polso per quattro anni e ha dovuto rivolgersi alla sicurezza Cartier per "farsi liberare".
A tal proposito, una leggenda vuole che alcuni ospedali di New York abbiano sempre un cacciavite del bracciale Love a portata di mano, nel caso debbano rimuoverlo dal polso dei pazienti per un'emergenza.

Inizialmente il bracciale costava 250 dollari, un prezzo molto basso rispetto al suo attuale valore.
Ora il prezzo per il bracciale basico è di 4050 dollari e 11.000 con i diamanti (versione arrivata nel 1979).
In origine i bracciali non avevano nessun numero di serie, ma a causa dei numerosi falsi, il brand ha iniziato a cifrare ogni pezzo con un numero di serie unico e registrato.
Voi cosa ne pensate di questo bracciale? Vi piacerebbe riceverlo per Natale?
*Sara
 

[continua...]

Meet the Vara Rainbow bag by Salvatore Ferragamo

Buona domenica a tutti! Come state?
Un giorno inusuale per me per scrivere, ma ormai è diventato l'unico giorno in cui posso dedicarmi a voi.
Oggi ho il piacere di presentarvi Vara Rainbow, l'ultima nata in casa Ferragamo. Io me ne sono follemente innamorata e giuro che non lo dico con nessun secondo fine, anche se manca una settimana al mio compleanno e tipo quaranta giorni al Natale.
La borsa è la perfetta combinazione di elementi storici della maison e design moderno.
Elegante e femminile, l'handbag si distingue per la versione in vitello declinata nella tonalità Bon Bon, Opal, Begonia e Black mentre il rosso è il colore disponibile per la versione in vernice.
Un elemento che caratterizza le borse è il fiocco Vara sulla pattina; questo fiocco fu ideato nel 1978 da Fiamma, figlia maggiore di Salvatore e Wanda, che lo aggiunse come elemento ornamentale di una scarpa. Da allora questo dettaglio divenne una sorta di firma della casa di moda italiana.
Estremamente chic e femminile all'esterno, all'interno la borsa presenta una tasca posteriore che si apre a soffietto e svela a sorpresa dei reparti multicolor (rainbow, appunto). Il nome rainbow (arcobaleno) è anche il nome di un sandalo del 1938 creato da Ferragamo e indossato da Judy Garland; la calzatura si caratterizzava per gli strati variopinti della zeppa.
La tracolla è regolabile e le tasche interne presentano una chiusura a zip.
Molteplici i richiami al passato per questa borsa che incanta e guarda al futuro, pur rimanendo fedele alla sua storia.
Il prezzo della Vara Rainbow è di 1090 euro. 

[continua...]

Gucci Roman Rhapsody!

Buonasera e ben ritrovati sul blog!
Gucci è uno dei nostri brand preferiti e ne abbiamo raccontato di frequente. L'ultima volta, mi ero sperticata in grandi lodi per la collezione che vedeva come protagonista Florence Welch, cantante dei Florence + The Machine (qui l'articolo).
Frida Giannini, ora ex director del brand, era una grande appassionata di musica e spesso e volentieri usava come propri testimonial personaggi del mondo della musica. Questa tendenza è rimasta anche con il nuovo director, ovvero Alessandro Michele.
Da qui nasce il progetto "Roman Rhapsody", ovvero una serie di "coinvolgenti ritratti di persone reali in luoghi reali": vediamo quindi personaggi dello spettacolo, del cinema, della musica e dell'arte ritratti con indosso gli outfit della collezione Gucci Cruise 2018. Il fotografo è niente di meno che Mick Rock, volto noto nel mondo della fotografia delle rock star.
Vediamo quindi personaggi di spessore come Miriam Leone, Marina Cicogna, Chiara Mastroianni, Barbara Alberti, Rosa Gambino, i fratelli Occhipinti, Alessandro Borghi, Francesco Bianconi, Ginevra Elkann e così via. Insomma: un vero e proprio firmamento di star.
Vi lascio quindi con la carrellata di foto, mentre nel finale mi soffermerò proprio su Francesco Bianconi.

 




















Last but not least, il mio amato Francesco Bianconi, aka il cantante del gruppo Baustelle.
Bianconi aveva già partecipato attivamente alla sfilata di Gucci Cruise 2018, sfilando in prima persona e cantando dal vivo, mandando in visibilio tutti i fan del gruppo che non se lo sarebbero mai aspettato (me compresa. I meme su di lui sono partiti già da settembre, figuriamoci).
Bianconi è conosciuto di essere un artista di comprovato talento, forse un po' snob, ma di una classe incredibile e con una voce davvero coinvolgente. 
Insomma, guardatelo: sembra o non sembra un conte?
E dato che già ci siamo, colgo l'occasione per farvi conoscere qualche bella canzone dei Baustelle, gruppo che mi ha accompagnato fin dall'adolescenza. Eccovene qualcuna:

La guerra è finita: https://www.youtube.com/watch?v=Z29Q1ZPjXkI

Amanda Lear: https://www.youtube.com/watch?v=wBUpxPakteU

Charlie fa il surf: https://www.youtube.com/watch?v=TY8ULqPXErs

Il corvo Joe: https://www.youtube.com/watch?v=xjyLGaNy450&list=PLXGj--hR8RJ6xTJTG7xkLMSfgE8eD4Uv7&index=22 

La morte (non esiste più): https://www.youtube.com/watch?v=o7rpn1I_tis

Se invece volete avere altre info su Roman Rhapsody, qui il link al sito ufficiale.
E voi che ne pensate di Roman Rhapsody? E che mi dite dei Baustelle?
Fatemelo sapere con un commento qui sotto!
Baci,
-Ste

[continua...]