Oscars very scars: quando il dramma è nei look

Ciao ragazze! Cosa dite? Che un mio articolo sugli Oscar non era neanche quotato? Ebbene, non vi deluderò! Niente effetto sorpresa per voi, non cercherò di spiazzarvi inutilmente, tanto ormai sapete meglio di me che cedo sempre alle tentazioni!
Soprattutto se riguardano le star, e soprattutto perché non posso essere stata sveglia fino a tardissimo, gustandomi le mie caramelle gommose e con un'emicrania da svenimento al mattino seguente, e poi non posso neanche parlarne. No, questo non lo accetto!
E quindi mettetevi comodissime, e a me gli occhi!
Quando ho visto le prime star sfilare sul red carpet, ve lo devo ammettere, non mi è presa benissimo. Non mi piaceva nessun vestito, tutti alquanto scontati e banali, poi la risata è passata da isterica a fragorosa.
Perché, come vi dico sempre, "Internet è un posto meraviglioso" e ci lascia la libertà di esprimerci e dare sfogo all'immaginazione. E, vi dirò, mi sono divertita tantissimo a commentare, dare voti e confrontatmi.
Perché non credo di essere una "leccaculo democristiana cerchiobottista del web" [cit.], e mi sento libera di dire quello che pare e piace, per di più in un ambito simile.
Io almeno non sparo cattiverie, spesso gratuite, tutti i giorni e soprattutto non vengo pagata per farlo!
Eccovi quindi le mie considerazioni sulla serata:
Anna Kendrick è stata tra le prime a uscire sul red carpet e a me non è piaciuta per niente, nel senso che ho trovato banale l'abito corallo di Thakoon. In una parola: boring!
Juliane Moore, la vincitrice dell'Oscar come migliore attrice, ha indossato un abito Chanel ricamato con 80.000  paillettes in resina dipinte a mano e fiori di organza. Quando ho saputo che si trattava di un vestito Chanel fatto su misura, ho tremato. Bè, sbagliavo!

Di Margot Robbie mi sono piaciuti moltissimo il trucco, il parrucco e la collana. Il vestito, un Saint Laurent,  non mi entusiasma!
Sempre un Saint Laurent è quello scelto da Dakota Johnson, secondo me uno dei look più riusciti. Seppur non impazzisca per gli abiti rossi sul red carpet (salvo Jennifer Lawrence e poche eccezioni), ho trovato ben appropriata la protagonista di "Cinquanta sfumature di grigio". Sono giusti anche gli accessori e i gioielli. Venendo al make-up, ho apprezzato che il rossetto fosse uguale al colore del vestito.
Sempre per la serie "Rosso relativo", non male è il Givenchy di Rosamund Pike. E' facile scivolare indossando il pizzo rosso, ma lei ha superato la prova.
Tra le coppie più glamour della serata, spiccavano i neosposini Behati Prinsloo e Adam Levine. Entrambi hanno scelto il nostro Armani.

Marion Cotillard ha indossato un abito Dior Haute Couture, un look molto anni '50. Se il make up era da lode, non posso dire lo stesso per quanto riguarda il vestito. Mettiamo che qualcuno lo promuova e non la scambi per una tenda, poi l'attrice si volta ed ecco il risultato:
 Un altro abito che merita di essere discusso è quello di Lupita Nyong'o, attrice ormai diventata fashion icon. Un Calvin Klein creato apposta per lei, con la bellezza di 6.000 perle. Riuscite ad immaginarne il peso?
Cate Blanchett poteva osare nettamente di più, mi ha un po' delusa. Il suo è un vestito classico nero, creato da Galliano per Martin Margiela; a spiccare è la collana turchese (io ne ho una molto simile), quindi magari poteva puntare su gioielli un po' più importanti.
Per Gwyneth Paltrow c'è un abito baby rosa di Ralph & Russo. Bella, sta anche bene, ma il vestito mi fa pensare più ad uno di quegli abiti che le damigelle, obbligate dalla sposa ad indossarlo, odiano e non vedono l'ora di disfarsene. Sono troppo cattiva?
Comunque Carrie Bradshaw sarebbe fiera del suo fiore gigante sulla spalla!
Sì, ho coniato il motto "Chi indossa Elie Saab non perde mai" ma potrebbe esserci la prima eccezione. E' il caso di Jennifer Lopez (omipresente e poi perché?), l'abito è bello ma non risalta sulla sua carnagione, non lo trovo adatto. Non mi piacciono per niente neanche l'hairstyle e il make-up. A Jennifer è andata inoltre male perché la moglie di Robert Duvalls ha scelto un abito similissimo. Di seguito potete vedere JLO anche in versione Glinda.

 A proposito di gente capace di vincere con un Elie Saab, vi presento la signorina Emma Stone. E' sicuramente tra le mie vincitrici, ho amato questo look stile Gatsby. Lei è divina!
Un altro meh della serata è stato il deludente vestito Louis Vuitton di Nicole Kidman, che ricordava quei buonissimi dolcetti al cocco di cui vado matta. I Raffaello.
Irene Pivett, ehm Scarlett Johansson in Versace. Comunque la statement necklace non è male...
La vincitrice non come "Best Dressed" ma come quella più ridicolizzata sul web è sicuramente Lady Gaga. Il vestito Azzedine Alaia non mi piace, anche se la forma potrebbe essere interessante, ma quei guanti sono addirittura peggio. Non si possono vedere e distolgono completamente l'attenzione. E a quanto pare, non solo la mia...
















 Kelly Osbourne in versione Ursula:
Veniamo ora all'abbigliamento maschile, che ha visto il trionfo dei papillon.
Tutti gli attori erano abbastanza eleganti, soltanto Will I Am si è presentato in un look informale.
Tra i colori che abbiamo visto sfilare sul red carpet, il nero ha dominato ma ci sono state anche tonalità a sorpresa, come il blu navy e il glicine.
E chi poteva azzardare un colore simile? Il nostro Jared Leto, ovviamente! Di sicuro il coraggio non gli manca! Come gli scorsi Oscar, però, il paragone vien da sé!
oppure:
Ed eccoci al blu navy indossato da Eddie Redmayne in McQueen e da Ansel Elgort in Prada. Io ho adorato il completo del neo premio Oscar, credo che abbia già dimostrato molteplici volte di avere gran stile!

La carrellata di papillon:
Infine voglio farvi notare un look che è sfuggito ai più...Si tratta di un outfit che abbiamo visto all'after party ed è stato indossato da Sia. Eppure mi ricordava qualcosa, e scervellandomi ecco cosa ne è venuto fuori:

E adesso ditemi: non ho forse ragione? 
E voi quali giudizi date su questi Oscar? Avete scelto le vostre preferite e chi vi è piaciuto di meno?
Aspetto i vostri commenti!
NOTA: Ma quanto mi sono mancati i Brangelina, Leonardo DiCaprio e le cadute di Jennifer Lawrence?! 
NOTA 2: Ringrazio Ste per avermi consigliato questo super titolo!
*Sara














[continua...]

Recensioni poracce: Cinquanta Sfumature di Grigio

Disclaimer: Benvenuti a Recensioni poracce, ovvero uno spazio dedicato alla descrizione e al commento di accessori, libri, film, serie TV strettamente collegati con il mondo della moda o che hanno creato tendenza.
L'aggettivo "poracce" non è lasciato al caso, ma questo non significa necessariamente che siano poracci i prodotti che andrò a recensire (anche se, lo anticipo, non mancheranno anche dei pareri negativi). Più che altro questo termine viene riferito alla mia competenza poiché non mi sento una Tuttologa alla Vittorio Sgarbi (capre!): pertanto vi invito a prendere questa rubrica un po' come viene, ovvero come pareri random di una notoria cazzara.




Lo sapevate che sarebbe arrivata e io vi accolgo a braccia aperte.
Io lo so che ormai avete due maroni così a forza di sentir parlare di questo lungometraggio: del resto è da tre mesi che continuano a martellarci su questo evento, neanche fosse il quarto mistero di Fatima sbucato all'ultimo minuto.
Sono consapevole che ne stiano parlando ovunque e quindi questa sarà l'ennesima recensione sull'argomento, ma davvero non potevo esimermi dal farlo (anche perché, scusate, ho mai dato l'impressione di essere una hipster?).
E quindi, Ladies&Gentlemen, benvenuti alla recensione di "Cinquanta Sfumature di Grigio" - il film.



Partiamo da una premessa.
Avevo già avuto modo di parlare del libro in questo post, dove ho esposto la mia teoria sullo stratosferico successo di questo libro dimmerda insulso, scemo e scritto pure male.
Avendo letto i libri (tutti e tre, diamine) e ritenendoli immondizia su carta stampata, ero ben decisa a non andare a vedere il film. Non ve la faccio lunga, alla fine mi sono lasciata convincere "in nome dei rapporti umani" (in altre parole: "Ste, tu ci trascini sempre a vedere i tuoi film radicalchicgnegne, per una volta non rompere e vieni a vederlo").

Arrivo quindi dal bigliettaio e, nel chiedere il biglietto per il film, la sua espressione è stata circa questa: 

(Grazie, Chuck Bass) 

E poco conta che io abbia passato gli ultimi cinque anni a frequentare il cinema per vedere ottimi prodotti (nell'ultimo mese ero lì praticamente ogni settimana, a farmi un'idea dei film candidati all'Oscar). Ciò ricorda l'antico adagio per cui un'intera vita virtuosa verrà completamente spazzata via dall'unico momento in cui compirai qualcosa di male, di cui tutti si ricorderanno per sempre.
Ma non tergiversiamo.
Solitamente si dice che il libro sia sempre meglio del film. Nel caso di specie, quindi, la situazione era pressoché drammatica: se il libro è una schifezza indicibile, come poteva il regista (o meglio, la regista) compiere il miracolo?
E infatti no, non ce l'ha fatta.  
Si vede che la regista (Sam Taylor-Johnson, nata Taylor-Wood) si impegna e ci mette del suo, ma siamo ben lontani dall'avere un prodotto meritevole.

Partiamo dal primo problema: il casting.
La scelta di Dakota Johnson è abbastanza coerente con il personaggio di Anastasia: mora, occhi azzurri, testa tra le nuvole, aria da svampita e assolutamente non depilata. Quindi va bene, può starci.
Kate, la migliore amica della protagonista, bocciata. Bruttina e banale, non fedele al libro.
Ma la scelta più sbagliata è Mr. Grey: Jamie Dornan sarà anche un bel ragazzone, ma è un ragazzone. Siamo lontani anni luce dalla figura del potente dominatore di cui avere timore e paura. 
Chi conosce un po' le vicissitudini dietro a questo film probabilmente saprà che trovare l'attore per il ruolo di Mr. Grey è stato un autentico calvario: inizialmente erano presenti ventimila candidati, poi nessuno, poi si è pensato a Charlie Hunnam (che gli affezionati della serie TV "Sons of Anarchy" ricorderanno per il ruolo di Jax Teller), in seguito Hunnam ci ha ripensato e, dopo mesi e mesi, siamo approdati a Jamie.
Intendiamoci: Dornan è affascinante, certo, ma non calza nel ruolo.
Si noti che, nel libro, Grey ha 27 anni (la mia età), sicché l'attore doveva essere giovane per forza. Eppure credo che la maggior parte della gente si sia immaginata un Grey almeno trentottenne e con l'aria truce.
Peraltro Dornan, nel film, ha un'espressione perlopiù piatta e monoespressiva, forse per rimanere fedele al personaggio glaciale&senzacuore (oppure perché non ci crede neppure lui al proprio ruolo, vista la scarsa convinzione con cui recita).



Secondo problema: il sesso.
Il film è vietato ai minori di 14 anni e viene catalogato come "erotico".
Nossignori: di erotico c'è praticamente zero (addirittura qualche pazzo si è messo a cronometrare il numero di minuti delle scene di sesso: 20 minuti contro i 100 della durata totale).
Va bene, è il primo film e quindi era necessario capire tutta la preparazione al contesto. Ma del tanto millantato sesso e sadomasochismo c'è gran poco, così poco che l'autrice del libro ha litigato a morte con la regista e, per i prossimi due film (perché sì, ci sarà il sequel) l'autrice ha affermato di voler cambiare regista.
Nel lungometraggio viene dato moltissimo spazio all'ammmmore (infatti l'idea vincente del libro è stata "l'amore può cambiare un sadico e farlo diventare un semi-agnellino), gran poco al sesso fine a se stesso - il che porta il film a discostarsi tantissimo dalla categoria "erotico", basti pensare - a contrasto - all'antagonista "Nymphomaniac" di Lars von Trier, quest'ultimo lungometraggio serio sull'argomento creato da uno dei migliori registi viventi ("Forget about love", recita la locandina del film). 



Anche le pochissime scene sadomaso presenti nel film vengono trattate con leggerezza, all'acqua di rose: sicché si può tranquillamente dire che tutto il pandemonio legato al film è "tanto rumore per nulla".
Poche le scene di nudo, che sono soprattutto femminili (anche perché Dornan, per contratto, ha stabilito di non voler far vedere nulla - infatti certe scene vengono visivamente "troncate" per evitare l'inevitabile. Ma gliel'hanno spiegato che era un film erotico, sì?).
Credo che detta scelta sia stata fatta per riuscire ad accattivarsi la maggior fetta di pubblico possibile: appare chiaro che scene troppo cruente o imbarazzanti avrebbero turbato (e non intrigato) lo spettatore, sicché per fini commerciali si è ovattato il tutto con il terribile risultato di far risultare comico quello che in realtà era un argomento serio.
Peraltro il sadomasochismo (che, vi ricordo, è una patologia) viene visto come qualcosa di affascinante e non come un vero e proprio disagio. 
Ancora una volta sono costretta a paragonare il film a "Nymphomaniac" (intendiamoci: i lungometraggi non sono neanche lontanamente equiparabili, anche perché von Trier vuole inquietare e creare angoscia, ma anche consapevolezza): in Nymphomaniac viene fatto un perfetto viaggio attraverso la vera perversione e il disagio fisico-mentale nella sfera sessuale, e in questo contesto non c'è nulla di fascinoso perché, in effetti, certe realtà sessuali possono disturbare profondamente.
Non oso quindi pensare al messaggio che può dare "Cinquanta sfumature": una donna incuriosita vuole provare nuove emozioni pensando ad una realtà come quella mostrata nel film, trovandosi invece in una questione molto più seria e - a tratti - drammatica.

Nymphomaniac vol. 2 - Lars von Trier

Terzo problema (che è poi quello principale): la storia.
Come vi ho già detto, se il libro è una ciofeca il film non può compiere il miracolo.
Ecco quindi che ci troviamo dinanzi a scene ridicole e frasi assolutamente imbarazzanti, tra cui quella di Mr. Grey: "Io non faccio l'amore. Io scopo forte".

(Grazie, Barney Stinson)

Inutile dire che la suddetta frase ha scatenato una risata MONDIALE all'interno del cinema e no, quando un film è para-drammatico non è una bella cosa che la gente rida a crepapelle.
Il problema è che il libro è assolutamente stupido: non si può cambiare un uomo con la forza dell'amore, basta con questa idea cretina che ormai è cementificata nel cuore di ogni donna. No.
Peraltro ciò che mi dà più fastidio (che è poi quello che urta il mio animo femminista) è che la protagonista non solo debba assecondare un uomo violento, prepotente e manipolatore, ma è proprio grazie a quest'uomo che lei riesce a raggiungere la soddisfazione personale e persino professionale, passando da orrendo bruco a sfavillante farfalla.
Riuscite a capire quale idea aberrante può dare un prodotto del genere?

Per me, quindi, Cinquanta sfumature è un NO gigantesco, non tanto per le colpe della regista quanto per l'idea di fondo che è completamente idiota.
Lo sforzo cinematografico c'è (le scenografie, i costumi, le ambientazioni, le musiche, alcune inquadrature - quella dove Grey e Anastasia ballano e la telecamera li segue è molto, molto buona) ma non basta affatto.
Consigliato a chi ama le storie d'amore impossibili e a chi vuole farsi quattro risate senza impegno. 


E voi che ne pensate del film? Siete andati a vederlo?
Fatemelo sapere con un commento qui sotto!
Baci,
-Ste


NB: Per la cronaca - il film ha sbancato al botteghino e, secondo alcuni racconti, non è mancata gente che si è portata da casa il vibratore.

(Grazie, Jesse Pinkman)

Sì, avete capito bene.
Tra l'altro, nella sala in cui ero io, c'è stata gente che ha persino fatto le foto con il cellulare a varie scene del film.
La gente sta male sul serio.

[continua...]