Carolina Herrera's final bow

C'è una stilista di cui non vi ho mai nascosto la mia passione, è Carolina Herrera. Quella degli scorsi giorni, in piena NYFW, è stata per lei l'ultima sfilata, questo non vuol dire che la designer si ritiri ma soltanto che va avanti, così come ci tiene a sottolineare lei.
 Dopo 37 anni di attività e la bellezza di 72 sfilate, la stilista venezuelana ricoprirà il nuovo ruolo di global ambassador, in modo da poter controllare ancora cosa ne sarà della sua casa di moda ma allo stesso tempo poter ritagliarsi del tempo anche per la sua numerosa famiglia (quattro figlie, 12 nipoti e 6 bisnipoti). Sarà il 31enne Wes Gordon ad assumere la guida stilistica del brand, sicuramente un bel traguardo per un giovane della sua età.
I primi contatti con questo mondo glamour, la Herrera li ha già in giovane età; infatti ha soltanto 13 anni quando assiste ad una sfilata di Balenciaga e nel 1960 a Caracas inizia la sua carriera lavorando  per Emilio Pucci.
Furono le sue amicizie con Mick e Bianca Jagger, Andy Warhol e Diana Vreeland a convincerla ad entrare nel fashion business.
Il 27 Aprile del 1981 la Herrera lancia così la sua prima collezione al Metropolitan Club di New York e il suo successo fu talmente poderoso che da lì a poco iniziò a creare i look per Nancy Reagan, Ivana Trump e soprattutto Jacqueline Kennedy, che ebbe modo di vestire per 12 anni.
Carolina Herrera ha sempre rappresentato l'eleganza classica, femminile e raffinata, impeccabile e impreziosita da dettagli couture. Anche se ama mixare tessuti tessuti costosi italiani e francesi, per lei l'aspetto fondamentale è il taglio di un abito.
La stilista è riuscita a creare un impero fatto di profumi e diverse linee, che l'ha portata a delle vendite annuali di 1400 milioni di dollari.

Carolina Herrera ha vestito molte spose famose (tra cui Carrie Bradshaw) ma l'abito più importante è stato quello indossato da Caroline Kennedy nel 1986. E' proprio questo vestito ad anticipare il lancio della linea sposa nel 1988.
 Cosa la rappresenta maggiormente? Sicuramente la camicia bianca è un suo caposaldo che ha sempre indossato. Un indumento in grado di conferirle sicurezza e in grado di donare versatilità perché perfetta con qualsiasi abbinamento: con una gonna lunga, con i pantaloni, con gioielli.
Carolina Herrera però ci tiene a ribadire che il segreto è fare in modo che "Qualsiasi cosa si indossi, bisogna far sembrare che valga milioni di dollari". 
Oltre ad aver vestito l'amica Renée Zellwegger per gli Oscar che l'hanno vista trionfare come migliore attrice nel 200, un vestito mermorabile è quello che fece indossare a Michelle Obama. 


L'ultima collezione della Herrea raccoglie la sua visione glamour e chic fatta di completi da indossare tutti i giorni composti per lo più da maglia bianca e gonna nera (questo abbinamento cromatico è il suo preferito) e termina con abiti da sera formati da gonne ampie, cinture e ancora una volta magliette bianche increspate. Ci sono poi i cappotti con le stampe e le piume.
Ci mancherai, Carolina. In un mondo fatto di orsetti del cuore e unicorni, la tua visione dell'eleganza mancherà incredibilmente. Così come ci mancherà ammirarti alla fine di ogni sfilata con la tua classe infinita mentre indossi una camicia bianca, una gonna nera e un filo di perle.
*Sara

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MAC Cosmetics x Patrick Starrr!

Buongiorno e ben ritrovati a tutti!
Com'è ormai noto, sono una grandissima fan di MAC Cosmetics: ad oggi la ritengo la miglior marca in fatto di make up, migliore anche di Chanel, e appena ho l'occasione corro al negozio a prendermi qualche prodotto del tutto superfluo, ma necessario (da ultimo: il rossetto matte Red Russian, lo consiglio a tutti perché è FA-VO-LO-SO).
Amo MAC non solo per una questione qualitativa, ma anche per l'avanguardia del brand e per l'apertura nei confronti di tutti: MAC non è elitario ma inclusivo, non è solo per donne ma è veramente per tutti.
Non è raro infatti vedere i bravissimi commessi/make up artist uomini di MAC indossare a loro volta dei rossetti o altri prodotti del brand, a dimostrazione che il make up è a portata di chiunque e chiunque ha il diritto di indossarlo (e comunque certi commessi sono molto più fighi di me con il make up addosso. Mestizia). 
Come sottolineavo prima, MAC è inclusivo: oggi volevo infatti parlarvi della capsule collection di MAC x Patrick Starrr, youtuber che conta più di tre milioni di iscritti sul proprio canale.


Quando si tratta di make up, Patrick Starrr è una delle fonti più autorevoli. Ventottenne-quasi-ventinovenne, filippino, beauty vlogger con un curriculum che vanta numerose collaborazioni (tra cui il privilegio di aver truccato Kim Kardashian, mica mia nonna).
Proprio nello spirito di inclusività del brand, è nata di recente la capsule collection tra il beauty vlogger e MAC.


Che dire? I prodotti sono favolosi, tanto per cambiare, e i nomi sono così sassy da farmi strillare (tipo gli ombretti si chiamano "Glam As Fuck", voglio dire!).
Alla tipica qualità di MAC si aggiungono i colori brillanti ideati da Patrick. Un trionfo di colore - senza mai essere volgare o pacchiano - che rendono la collezione assolutamente glamour e imperdibile.
Ecco quindi una carrellata dei prodotti ideati da Patrick Starrr:















Tutte le informazioni le troverete a questo link
Che dire? Questa collaborazione mi entusiasma un sacco e non vedo l'ora di metterci le mani sopra, soprattutto per il rossetto matte rosa "She betta werkkk" che vi allego qui sotto (ve l'ho detto che i nomi sono sassy, solo per questo meritano di essere comprati!).


Molto bello è anche il rossetto "Patrick Woo", una shade di rosso satin brillante ma non troppo sfacciato, adatto anche alle carnagioni pallide.
Amo l'inclusività di MAC e soprattutto adoro il fatto che un brand così famoso sia così aperto ad altre realtà, lanciando un messaggio di tolleranza e rispetto che può solo aiutare delle persone che, fino a qualche anno fa, si sono sentite ghettizzate perché "diverse" e "sbagliate".
E voi che ne pensate di questa collezione?
Fatemelo sapere con un commento qui sotto!
Baci,
-Ste


PS: la prossima volta che scriverò, sappiate che l'articolo sarà la recensione dell'infame Cinquanta Sfumature di Rosso. Tanto lo so che lo stavate aspettando <3

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SAG Awards 2018 - Gli abiti e i beauty look

Buongiorno a tutti! Come state? Riesco a scrivere un po' meno ma non vi abbandono, tranquilli. Anche se non hanno il fascino dei Golden Globes o degli Oscar, i SAG Awards rappresentano per le star una ghiotta occasione per fare delle prove in vista dei red carpet più importanti e per noi di  ammirare gli outfit e i beauty look più belli.
In contrasto al nero che ha caratterizzato i Golden Globes (potete rileggere QUI l'articolo di Ste), i look ricchi di colore e luccicanti hanno dominato la scena. Il rosa è stato il colore più gettonato, in tutte le sue sfumature ma soprattutto declinato nella tonalità millennial.
Saoirse Ronan ha optato per un look naturale sugli occhi (anche senza mascara e eyeliner), guance rosa e un rossetto lampone. Un beauty look molto delicato abbinato al rosa pastello dell'abito Louis Vuitton.

Occhi di tonalità blu per Brie Larson, un trucco ben riuscito in combinazione all'abito Gucci indossato dall'attrice.

E' Zac Posen l'abito indossato da Reese Whiterspoon, che ha scelto onde morbide e uno smoky eyes marrone.

Wynona Ryder: labbra intense

Un beauty look abbastanza naturale anche per Margot Robbie, che ha indossato un abito Miu Miu con piume. Per lei blush rosa, un trend del 2018, e uno scintillante ombretto sulle palpebre.



Per Nicole Kidman abito Armani Privè e gioielli Harry Winston; anche per lei il blush rosa accompagnato però da un rossetto matt rosso.



Abito Pamella Roland con tulle nero e orecchini a goccia per la splendida Halle Berry, che ha accompagnato il look ad un make up bronzo.


 Voi quale abito e make up avete preferito?
*Sara

[continua...]

Golden Globes 2018: 50 shades darker

Buon pomeriggio e ben ritrovati sul blog!
Dopo un periodo di latitanza (comprensivo di esami, viaggi all'estero - ma quanto è bella Copenhagen?, festività e rientri) eccomi tornata abbomba per commentare uno degli eventi più attesi: la cerimonia dei Golden Globes 2018!


Il 2017 è stato davvero un anno nero per Hollywood: lo scandalo Weinstein ha svelato quello che tanti ritengono essere un segreto di Pulcinella, ovvero il problema delle molestie sessuali nello showbiz - stante tutte le critiche e le maldicenze da chi, evidentemente, non ha mai sentito parlare di empatia o non ha mai letto mezza riga di un qualsiasi libro di psicologia e/o di diritto penale. Tale scandalo ha creato un caos di proporzioni bibliche, oltre che una vera e propria reazione a catena: del resto, quando si è soli contro il male si ha terrore, ma basta che qualcuno muova la prima pedina del domino per far crollare tutto quanto, per trovare la forza di denunciare e ammettere un fatto doloroso, per smetterla di autocolpevolizzarsi.
E in un contesto dove da una denuncia ne sono partite dieci, cento, mille, in questo senso si inserisce il movimento #MeToo, considerato un vero e proprio movimento teso a non far sentire più sole le vittime di molestie.


Parlando proprio di Weinstein, questi Golden Globes hanno puntato molto a non nascondere l'elefante nella stanza: ci sono state molteplici battute, scherzi ma anche monologhi diretti ad affrontare esplicitamente il problema. Il femminismo e la tutela dei diritti delle donne sono stati quindi i veri protagonisti dell'evento. Particolarmente remarkable è stata la frecciatina di Natalie Portman, la quale - nell'annunciare i candidati al premio miglior regista - ha sottolineato che tutti i candidati fossero uomini (qui potete vedere il video della scena).
Per tutti questi motivi, ecco giustificato il dress code dell'evento: come vi sarete accorti, quest'anno il nero ha spopolato, in segno di lutto e di rispetto - ma anche come lucida consapevolezza della questione.
Ecco quindi una selezione di quelli che, secondo me, sono stati i migliori abiti visti sul red carpet:








 




 



 




Per quanto mi riguarda, per il miglior outfit the winner is... Kendall Jenner! (scusami Sara, non uccidermi).
Un bel non classificato, invece, a Emilia Clarke (aka la Khaleesi in Game of Thrones), le cui sopracciglia sono ormai fuori controllo e distolgono l'attenzione da tutto il resto - quindi non vi metterò neanche la foto dell'outfit, perché tanto... 


Ne approfitto anche per fare un plauso alla bravissima Elisabeth Moss, che ha vinto il premio per miglior attrice in una serie TV drammatica (nientedimeno che Handmaid's Tale, serie TV anch'essa premiata come migliore).
Che dire? Il talento della Moss era già lampante ai tempi di MadMen, ma con Handmaid's Tale - serie che appunto è pregnata di femminismo - si è davvero superata. Vi consiglio di darci un'occhiata, perché personalmente quella serie mi ha cambiato la vita!


Per i fan di Bojack Horseman, invece, una battutona in puro stile Mr. Peanutbutter: Hermione Granger e Edward di Twilight... "ma che cos'è questo, un episodio crossover?"


Sarò sincera: tutta la questione degli scandali sessuali è stata gestita in modo pessimo, soprattutto in Italia. No, non mi riferisco tanto ai commenti dei webeti o dei soliti leoni da tastiera, ma anche ad opinioni e articoli di personaggi considerati "autorevoli" che mi hanno fatta rabbrividire - quali, ad esempio, l'orrido articolo di Guia Soncini sul fallimento del femminismo in Italia.
Ne abbiamo da fare di strada, ma non scoraggiamoci: ogni passo ci porterà più vicine alla parità di genere e al riconoscimento del femminismo come un potente alleato, e non più come uno spettro da cui doversi nascondere.
A presto,
-Ste


[continua...]