Vendersi per una Louis Vuitton



Ci sono ragazze che farebbero di tutto per stringere tra le mani una Louis Vuitton. E infatti, ci sono ragazze che arrivano a vendere il loro corpo per poter camminare fiere e impettite con una borsa limited edition, prezzo che viaggia fino a toccare i 5.000 euro. Sono del parere che ognuno nella propria vita è libero di fare ciò che crede ma determinate cose sono assolutamente inconcepibili e da condannare senza alcun riserbo. E in questo, secondo me, anche gli stilisti per primi hanno delle responsabilità. Ieri camminavo nel centro di Pisa, di ritorno dall'università e mi sono incrociata con una ragazza con questa "fantastique" borsa e ho pensato: chissà, magari è una delle tante che si spoglia in web cam o che accoglie dentro casa sua emeriti sconosciuti che la ben pagano per essere soddisfatti. E lei in cambio avrà la sua assolutamente favolosa Monogram Canvas, senza la quale prima non poteva vivere. Quell'oggetto che la faceva camminare così decisa e che con sguardo assolutamente altezzoso mi scrutava, facendomi sentire a disagio perchè io quel giorno avevo lo zaino su una spalla e il cellulare nella tasca dei jeans. E poi, magari ci sono quelle che le hanno comprate contraffatte, che non possono arrivare a spendere certe cifre, che "è talmente bella che devo averla comunque"  e la categoria delle "devo averla a prescindere per entrare in quel gruppo". Ebbene sì, ho sentito anche questo. Il punto secondo me sta tutto qui: se hai la disponibilità economica di potertela comprare, beata te! Ma se non puoi, se per prenderla dovresti arrivare a  indebitarti, a metterti la dignità di donna sotto terra e vendere il tuo corpo per un bene materiale, bè allora c'è qualcosa che non va. Vuol dire che passano modelli e messaggi sbagliati, che nella vita conta più una Louis Vuitton della persona stessa. E allora dico: sei tu quella in vendita e non la borsa!   
E voi cosa ne pensate di questa nuova "piaga sociale"?

*Sara

4 commenti:

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  2. Io so solo che tempo fa ho letto su FB un post di una tizia che dichiarava con sedgno che adesso anche "i pezzenti, i proletari, plebei" possono comprare una LV, alla faccia del povero Vuitton che aveva pensato di creare i suoi prodotti per una "casta".
    NB: la tizia dichiarò di avere una LV da quando aveva 12 anni.

    Adesso, sinceramente... punto uno, ti rimando al titolo di questo blog. Punto due, avere una LV non fa di te un essere immortale o immune dai problemi della vita. Suvvia. Si può essere eleganti e avere stile senza andare a spendere milioni.
    Personalmente, io attendo una LV come regalo di laurea, ma non è che se non la ricevo NON mi laureo...
    e riprendendo le parole della mentecatta che ho citato sopra, Vuitton pensava (probabilmente) a una casta fatte di persone con una dignità, e sinceramente svendersi per ottenere una borsa non credo rientri nei suoi parametri.
    E nota bene, neanche le bambine di 12 anni ci rientrano.

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  3. Bè...io per la moda sto sviluppando una fissazione..xò riconosco ancora i valore dei soldi..
    Il mio mito è Chanel. Mia mamma mi ha detto che mi realerà una 2.55 di Chanel quando mi laurerò, ma non per questo mi laureo.
    Ho solo 14 anni però posso garantire che, anche nel mio piccolo, mi sto accorgendo che la società di adesso è orribile..colpa di chi? Dei modelli sbagliati imposti dalla società stessa e dal voler uniformarsi alla massa.
    Se non hai le Air-force alte bianche, piuttosto che una borsa firmata da almeno 500euro, oppure gli occhiali da sole della Carrera piuttosto che la felpa pesante della Carhartt o gli UGG o il gilet e la camicetta dell'ASPESI..non vali nulla.. Va bene, io le ho tutte queste cose ma perchè mi piacciono, non di certo perchè senza non farei parte di qualche gruppo..

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  4. Le persone che basano tutto sull'apparenza mi fanno molta tristezza: puoi avere l'armadio pieno di Vuitton e di Chanel, ma se sei una persona priva di valori e squallida, tale rimani.
    Non c'è niente di peggio delle "figlie di papà" snob, la tipa citata da TDM meriterebbe una gran pernacchia! I problemi della vita sono altri, se lei vuol passare il tempo indignandosi per cose del genere, faccia pure. Io, come tutte le persone che lavorano per vivere, ho altro da fare.

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