Coco Chanel, una di noi.

Gentile pubblico (e gentilissimo privato) di TDM!
Spero che stiate tutti bene. Prima di iniziare l'argomento di oggi devo fare pubblica ammenda per il lungo tempo trascorso dall'ultimo articolo che ho scritto. Dovete sapere che sono agli ultimi sforzi con la mia tesi di laurea e sinceramente sono così stufa che vedere lo schermo del pc mi fa sinceramente venire la nausea (oltre a perdere svariate diottrie!).
La smetto subito di lamentarmi per tornare a quello che è il mio dovere/piacere: scrivere e discutere con voi, amati fans, che ci siete sempre fedeli e continuate a supportarci. Vi ringraziamo davvero di cuore.

Ed ora, bando alle ciancie.
Ogni fashion blog che si rispetti prima o poi tirerà fuori l'argomento Chanel, per osannarne e esaltarne l'eleganza, lo stile, la finezza ecc ecc ecc.
Considerato che TDM, più che un fashion blog che segue le regole dei fashion blog, si ritene un fèscion blòg che segue le regole del "come ci pare", non aspettatevi niente deliri amorevoli verso una qualsiasi chincaglieria purché firmata Chanel. Nossignore.
Ma partiamo con ordine.
Sin da quando ero una balda giuovine mi ha sempre attirata l'aurea che il fantomatico brand Chanel portava dietro di sé, soprattutto grazie al suo cavallo di battaglia: lo Chanel n°5, che mi fece innamorare grazie a questo spot:




Svariati anni più tardi, quando mi fu regalato il tanto agognato Chanel n°5 (quello originale, non il n°5 Eau Première per intenderci), mi resi conto che in effetti Chanel era circondato come da una magia. "Insomma" pensavo "per fare un profumo così buono quella Coco doveva avere una mente geniale ed un gusto sopraffino".
Grande la delusione quando scoprii che, in realtà, miss Chanel non aveva avuto praticamente nulla a che fare con il suddetto profumo: la fragranza era stata creata da un certo Earnest Beaux mentre Chanel si limitò a scegliere il nome (e neanche con originalità, visto che la fragranza si trovava nel quinto campione che aveva creato Beaux).
Perché sorprendersi?, mi chiederete. E' decisamente comune nel mondo della moda che molti settori e prodotti vengano gestiti da perfetti estranei per poi recare la firma dello stilista in questione. In questo caso, la casa di moda Chanel non ha quasi più niente di Chanel, in quanto gestita dai fratelli Wartheimer (nipoti dell'ex socio di affari di Chanel). Ed è proprio in questi momenti che mi sorgono alcuni dubbi: le scelte, i modelli, gli stili della "maison Chanel" rappresentano davvero quelli che erano gli ideali della fondatrice Coco?
Prendiamo ad esempio l'ultima testimonial di Chanel per la collezione "Mademoiselle Chanel": sì, avete capito bene. Stiamo parlando di Blake Lively, o la meglio nota Serena Van Der Woodsen del telefilm "Gossip Girl".




E già qui mi viene un colpo al cuore nel non saper rispondere alla domanda "ma perchè scegliere proprio Blake Lively". Ma su questo punto torneremo più tardi.
La nuova collezione Mademoiselle (che potrete trovare qui ) a mio parere può essere considerata proprio una bella collezione... ma, come consuetidine vuole, i prezzi sono sproporzionati per la motivazione che "Chanel è Chanel".
E qui vi voglio. 
Gabrielle "Coco" Chanel è sempre stata vista come donna rampante, concreta, pragmatica, che giudicava troppo esagerati gli abiti della sua epoca e che puntava alla semplice ma pura essenzialità: secondo Chanel, con un semplice tubino anche la persona più sciatta può diventare elegante. Senza tanti fronzoli, senza esagerazioni: l'essenzialità diventava eleganza, e fu questo il suo punto forte. La donna poteva portare i pantaloni, anzi doveva: non si trattava più di moda, ma di indipendenza, di un'inedito valore dato alla donna troppo bistrattata nella società dei primi del Novecento.
Insomma, una donna con  le palle come piace a TDM. Ma a distanza di anni, che cosa è diventata la maison Chanel?
Ad ognuno le proprie considerazioni personali. Sinceramente mi chiedo che cosa ne avrebbe pensato Coco del fatto che sia Blake Lively a fare da testimonial della sua ultima collezione.







Sarà che ultimamente parecchi brands stanno facendo a gara per ottenere la bella Blake come sponsor, sarà che buona parte del mondo della moda gira intorno a lei e sinceramente non riesco a spiegarmi come mai. A maggior ragione, non riesco a comprendere come al posto di una Blake Lively non si sia scelta una (più coerente) Leighton Meester (alias Blair Waldorf in "Gossip girl") la quale probabilmente è quella che fa più pubblicità a Chanel nella "finzione" di Gossip Girl. 


Mi chiedo anche che cosa ne penserebbe la pragmatica Coco se sapesse che certi accessori che portano il suo nome arrivino a cifre con svariati zeri, e soltanto perché "sono di Chanel". Il pragmatismo, l'essenzialità, dove sono finiti? 
Ciò che è certo è che Coco è sempre voluta restare con i piedi per terra, senza snobismi o presunzioni: uno dei suoi insegnamenti che dovrebbe restarci nel cuore è proprio quello che "la moda passa, lo stile resta". 
E per questo non dovrebbe essere una borsa o un accessorio costoso a farci sentire speciali. Anche perché rischieremmo di sentirci speciali solo fino all'arrivo della collezione successiva.
Baci essanziali,
-Ste


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