Baby Show...

Come tutti avrete capito, anche da un mio post precedente, ho molto a cuore il tema dell'infanzia, per molteplici motivi. 
Ho studiato psicologia al liceo e la mia materia preferita era sicuramente pedagogia, che mi ha permesso di conoscere meglio strutture come i kindergarten, scuole dell'infanzia in cui il bambino era visto come una pianta e la maestra come colei che doveva curarlo, "annaffiarlo" per farlo crescere.
 Tra le lezioni più interessanti ricordo quelle che riguardavano personaggi come la Montessori, educatrice che metteva in primo piano la libertà del bambino,stimolandolo tramite attività didattiche. 
Attraverso l'essere libero il bambino esprimeva se stesso, e quindi ne usciva il lato creativo.
Il tutto sempre nel rispetto della sua persona.
In quegli anni di studio, ho avuto anche modo di lavorare in un asilo, davvero una bellissima esperienza. 
Quando ci prepararono per questo stage, una delle prime raccomandazioni fu quella di non andare truccate, soprattutto negli occhi perchè il contatto visivo è fondamentale e ci sono bambini (soprattutto i lattanti) che si spaventano e iniziano a piangere.
Non avete sbagliato blog, non vi preoccupate, non siete finiti nel blog di "Io mamma" o "Dieci consigli per crescere bene vostro figlio".
Sono partita con questa premessa, perchè ci sono in mezzo le parole chiave per quello di cui parlerò: infanzia, libertà, creatività,rispetto, trucco.
Era il dicembre del 2010 quando la rivista patinata per eccellenza, Vogue,  decise di dedicare un servizio intitolato "Cadeaux" con protagoniste tre bambine di sette anni, vestite con abiti, gioielli e scarpe griffate Versace, Yves Saint Laurent, Louboutin. Le baby modelle sono ritratte in maniera provocante e ammiccante, seppure vengano affiancate a giochi, dolci animaletti e oggetti vicini al loro mondo.
Al centro del ciclone finirono lo stilista Tom Ford, autore degli scatti fotografici, e la storica direttrice Roitfeld, che finì con il dare le dimissioni.

 Una delle protagoniste dello shooting è la piccola Thylane Laundry Blondeau, oggi la bambina top model più famosa e fotografata.



A soli dieci anni non è più una stellina emergente, ma una vera e propria "veterana", dato che lavora già dall'età di quattro anni, quando nel 2005 ha sfilato per la prima volta con Gaultier.
Oddio, cos'ho appena scritto?! Lavoro-quattro anni. Anche voi lavorate da quell'età? Anche voi da bambini pensavate ai soldi?
I genitori, padre ex calciatore e madre ex conduttrice televisiva e ora stilista, ne sono fierissimi e con orgoglio ci fanno sapere: "Speriamo che possa trarre solo il meglio da questo mondo" e hanno affermato di non avere alcuna intenzione di ritirare la bambina dal settore.
Già, altrimenti chi paga il botox e i ritocchini alla mamma o chi può portare a casa tutta questa pubblicità?
Talmente maturi, seri e sensibili da aver pensato al pericolo pedofilia solo quando la polemica è incalzata, e sono stati quindi costretti a eliminare la pagina Facebook della piccola star.
Cioè quando ormai il danno era stato fatto e migliaia di persone rivolgevano attenzioni alla baby modella, che si è ottenuta la nomea di "piccola Bardot".
Il caso arrivò a essere discusso perfino nell'America più moralista, dove i maggiori quotidiani parlarono di pedofilia nell'uso di sguardi maliziosi richiesti alla bambina nello shooting. 
E da dove giunge la predica? 
Da coloro i quali non disdegnano affatto i concorsi di bellezza delle bambole di porcellan, ops, bambine dai 2 ai 7 anni. 
"Toddler and Tiaras" ci porta behind the scenes, in questo mondo fatto di lacca, cotonature, extensions, lustrini.
Obiettivo? Rendere queste creaturine tante copie di Barbie. 
Le mamme sono accanite, "mia figlia deve realizzare il sogno che io non ho potuto rendere reale", sembrano tante pazze nevrotiche la cui vita dipende da una fascia, e per giunta nemmeno loro. 
Scattano come cavalli dopati se lo smalto non asciuga in tempo o se c'è qualche sbavatura, e poi sono bravissime attrici: le tragedie greche se lo spray abbronzante è quasi finito e le sceneggiate napoletane se la depilazione è faticosa perchè le bambine non stanno ferme. 
Già, anche respirare è vietato in quei momenti. Come avete osato muovermi e lamentarvi mentre faccio la ceretta a quei brutti cattivoni peli (che non avete!!) che ci faranno perdere il concorso? 
E non dimentichiamoci le lezioni di portamento e ancheggiamento sexy, i consigli sui sorrisi smaglianti e lo sbattere ammiccante delle ciglia rimmelate per compiacere la giuria. 


 Ma il culmine questo concorso lo raggiunse quanda una partecipante di tre anni venne vestita come Julia Roberts nel film "Pretty Woman", cioè da prostituta con tanto di stivali in lattice sopra il ginocchio. 
La madre Wendy Dickey ha commentato così: "Julia Roberts è la mia attrice preferita, ho pensato che fosse carino rappresentarla. Mia figlia ha tre anni, se ne avesse avuti dieci non avrei considerato questa ipotesi. Ma visto quanto è piccola, ho pensato che fosse una cosa comica".


 
Domanda: a voi ha fatto ridere?
Ho sempre pensato che il compito di genitore è uno dei più diifficili al mondo e dovrebbero scriverci un manuale, ma di certo all'indice sulla parte degli insegnamenti la parola "ammiccare" non si troverebbe. 
Queste mamme già inculcano nei cervelli di codeste fanciulline l'idea di competizione, di essere ua vincente e magari sono proprio le stesse che suggeriscono di fare lo sgambetto a quella bambina con più lacca tra i capelli. 
Poi le vedi nel backstage piangere come disperate, strapparsi i capelli e dire: "ora ci mettiamo a dieta e il prossimo anno ci riproviamo" oppure "dobbiamo sbiancare ancora di più i denti perchè non brillavano e la giuria ti ha dato un voto basso".
Nelle interviste alla domanda: "Perchè tutto questo?" ti rispondono "perchè si divertono.". Ma chi? Manca una parte fondamentale: il SOGGETTO.
Entri nelle loro camerette e ci trovi installato il palco con tanto di passarella e il babbo fiero che ti mostra cosa le sue mani sono capaci di costruire per la sua gallinella dalle uova d'oro. Tra gli scaffali mille targhe e trofei, nel cesto ammucchiate le fasce, sui muri le foto posate. Cinque anni.
Dove sono i giochi? Dove sono i peluche? Dove sono le foto di compleanno e quelle sporche con gli acquerelli?
Ridateci l'infanzia, o meglio ridategliela, che si chiamino Suri Cruise, Thylane Blondeau o "Little Miss America".

*Sara

1 commento:

  1. I bambini devono fare i bambini!!!!! Mi si stringe il cuore nel vedere queste cose. Per i concorsi di bellezza c'è tempo( verso i 12/13 anni)

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