Alviero Martini, lo "stilista viaggiatore"

Carissimi e fedelissimi lettori di TDM,
buona domenica!
Come sta procedendo la prima parte del 2012? Spero bene!
Per quanto riguarda me, invece, mi sono capitate giusto un paio di sfighe: la prima, è che Youtube mi ha disattivato l'account (simpaticoni), perdendo così il video promo del nostro blog (che ho opportunamente dovuto rifare  - e state pur certi che le cose rifatte non vengono MAI bene come quelle fatte la prima volta), mentre la seconda ve la svelerò a fine di questo articolo, poiché connesso.
Veniamo dunque all'argomento di oggi: sempre sulla falsariga di stili che o si odiano o si amano (vedi l'ultimo post di Sara su Desigual), questa volta tratterò di uno stilista che, per il suo stile assolutamente unico e  senza precedenti, si è fatto una fama non indifferente nello scenario del fashion: stiamo parlando di Alviero Martini. 


Nato il 13 marzo 1950 in provincia di Cuneo, Alviero Martini fin da quando era ragazzino ha subito maturato una grande passione per i viaggi (a cinque anni, racconta in una intervista, la prima fuga da casa per raggiungere lo zio per convincerlo a partire per un lungo viaggio sulla sua nuova Balilla), passione che ha determinato l'evoluzione del suo stile.
Ma procediamo con ordine.
A 14 anni, Alviero Martini lavora come garzone di bottega in un negozio di abbigliamento a Cuneo, mentre la sera girava tra le varie sartorie del posto: in una di queste trova la possibilità di mettersi in gioco nel mondo delle confezioni, e di creare il proprio stile.
E lo stile di Alviero Martini, per l'appunto, si mostra qualcosa di assolutamente unico, in grado di distinguerlo tra la massa degli stilisti: alludo infatti alla sua  "Geophilosophy", leitmotiv delle sue collezioni.

Chi conosce Alviero Martini pensa subito alla famosissima "cartina geografica", ispirata alle esplorazioni della Belle Epoque: ed è proprio la cartina geografica a conciliare l'amore infinito per i viaggi e le esplorazioni al mondo della moda.
Borse, scarpe, cinture, foulard per donna, uomo e bambino, ma anche accessori per la casa: insomma, una vera e proprio filosofia di viaggio a tutto tondo.
Dalla Geocollection "classica" (ne fanno parte i due bauletti nella foto qui a sinistra) esistono anche altre varianti tra cui la Golf Geo, la Lady Geo (una linea molto romantica caratterizzata dalla presenza di fiori sulla cartina), la Geo Regimental e così via. Insomma, una linea che si sta espandendo sempre maggiormente e che trova enorme riscontro nel pubblico (basti pensare al nuovo progetto ALV, ovvero Andare Lontano Viaggiando - che sono peraltro le iniziali del nome Alviero; oppure al concorso Donnavventura).
Insomma, dai miei toni entusiasti avrete capito che io sto dalla parte "Love Alviero Martini" (mettiamoci anche che è un bell'uomo, e quindi il compito mi risulta molto più semplice!). Ma, da un punto di vista obiettivo, che cosa lo rende così fantastico?
Di getto, mi vengono in mente ben 5 motivi fondamentali:
1) L'idea: voglio dire, a chi sarebbe mai venuta in mente l'idea di mettere una cartina geografica su una borsa o su un paio di scarpe? Direi che è una genialata, una di quelle idee che mi pento di non aver avuto prima io!
2) La classe: prodotti di ottima fattura, destinati a durare nel tempo e facilmente adattabili sia per il tempo libero che per le occasioni importanti.


3) La riconoscibilità: personalmente ritengo che uno degli elementi fondanti della moda sia la riconoscibilità di ciò che si indossa, e questo fa parte un po' di un mio discorso filosofico esistenziale. Mi spiego meglio: chi spende un consistente gruzzolo per comprarsi un capo di un famoso stilista si sente maggiormente galvanizzato quando altre persone riconoscono l'origine di quel capo. E sfido chiunque a non riconoscere una Alviero Martini, anche se l'ha vista di sfuggita.
4) Il prezzo: per la qualità e lo stile, i prezzi a mio parere sono assolutamente onesti (mica come certa paccottaglia rivenduta a prezzi stellari - come l'adagio storico che avevo visto scritto una volta su una maglietta: "Merda, ma di marca").
5) La filosofia: in un'intervista per la Milano Fashion Week, Alviero Martini dichiarò che portare la moda tra la gente, "in piazza", è cosa buona e giusta da farsi: insomma, niente più distacco tra la snobbosa classe degli stilisti e il pubblico acquirente, ma piuttosto portare quella che è la moda in mezzo alla gente al fine di far comprendere meglio quella che è la filosofia e il lavoro che stanno dietro ad un brand.
E per noi antisnobbini, direi che questo è ciò che di più giusto si poteva sentire.


Concludo questo post ritornando però al punto di partenza: la seconda "sfiga" che mi è capitata. Ebbene, una settimana prima dell'inizio degli sconti vado per acquistare un portafoglio Alviero Martini 1a classe da abbinare alla mia borsa, e lo pago a prezzo pieno (nonostante avessi chiesto alla commessa se, la settimana dopo, anche la collezione 1a classe - che è collezione permanente - sarebbe stata scontata). Alla sua risposta "no, la collezione permanente non è mai scontabile" (un po' come Louis Vuitton, per intenderci) potrete immaginare il mio grande stupore e la mia feroce incazzatura (passatemi il termine) quando pochi giorno dopo ho visto in quello stesso negozio tutta la 1a classe scontata dal 20 al 30%.
Va bè, ingenua io e disonesta la commessa (a cui ovviamente sono stati lanciati epiteti molto meno signorili), ma il problema degli sconti sulla collezione 1a classe permane: infatti, in altri rivenditori Alviero Martini in Lombardia (tra cui Bergamo) e in Veneto (Desenzano del Garda) non c'era alcun tipo di sconto.
In conclusione: consiglio vivamente Alviero Martini sia come qualità che come stile. Attenzione però al discorso sconti.
Baci viaggiatori,
- Ste

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