Milan Fashion Week: Dono della Sintesi vieni a me!

Decisa, indipendente, intraprendente, energica, sicura.
No, non vi preoccupate, non sto scrivendo nessun annuncio pubblicitario AAA offresi.
Sono soltanto gli aggettivi adatti a descrivere l'immagine della donna proposta in questa Fashion Week Milanese.
Spariti i colori pastello tipici primaverili, le tonalità confetto delle vesti botticelliane finiscono nascoste dietro a toni cupi, in cui il nero domina ampiamente in lungo e largo, quasi in stile gotico.
E dire che a me l'unica cosa a cui fa pensare "dark" è il cioccolato, fondente extra dark per l'esattezza, con tanto di maledizione alla mia dieta! [si può imbavagliare la mia coscienza che mi urla: "mannaggia a te, devi smetterla di pensare a mangiare schifezze"?]
Sì sì, miei cari, il nero sfina, il nero è elegante, il nero è mistero, l'intimo in pizzo nero ti fa saltare il fidanzatino addosso, lo smokey eyes nero è sexy e dona profondità allo sguardo, ma un sti cavoli (esatto, gli ortaggi!), non ce lo possiamo aggiungere? dico io.
Perchè gli stilisti vogliono vederci come tante emo?
Ehi, io sono felice, sto bene, non sento nessun bisogno di tagliarmi le vene e non ho nessun stato interiore a pezzi!
Insomma, solo io sono contenta di dismettere il cappottone nero, riporlo e tirarlo di nuovo fuori per il prossimo inverno?
In attesa delle vostre importantissime risposte, ritorno all'argomento del mio post, ovvero come i fashion designers ci hanno rappresentate in questa settimana della moda milanese.
Lagerfeld ha immaginato una creatura femminile combattiva e potente, così che per Fendi ha creato una collezione caratterizzata da pelle, pellami e pellicce (e a proposito domenica è stata interrotta la sfilata di Byblos da un'attivista che ha detto: ”Non è una protesta contro un’azienda in particolare, non vogliamo puntare il dito contro un singolo stilista, ma porre i riflettori sulla vita di sofferenza e la morte a cui sono destinati 55 milioni di animali ogni anno per fare pellicce. La moda italiana continua a dettare stile in tutto il mondo. Uno stile ancora macchiato del sangue di milioni di animali”. Io, come sapete,mi sono già espressa sull'argomento  ).
Il tutto condito da maxi cinturoni alla vita, presenti nella maggiorparte dei pezzi.
Le borse sono le parti originali dei capi: iper grandi, a trapezio, con inserti di pelo oppure nella versione rettangolare, da portare verticalmente.



In parte basata sul nero è anche la collezione di Anna Molinari per Blugirl, una di quelle che ho più apprezzato.
La sua è una donna versatile, in grado di indossare stili completamente diversi, a seconda dell'evenienza.
Così, c'è una donna elegante, sexy con le trasparenze del vedo-non vedo e alle mani i guanti lunghi abbinati; in bianco una romantica regina del ghiaccio chic con tanto di stivaloni yeti; una ragazza giocosa, divertente con i colori chiari, più primaverili, del rosa e del celeste con le sue sfumature e infine la college red&blu girl a strisce e rombi.


Molto successo ha riscosso nel secondo giorno la sfilata di Prada, in cui spiccavano a occhio nudo la minuziosità dei dettagli e la passerella delle modelle con questi capelli lunghi bicolori, che richiamavano lo "stile Morticia".
Miuccia è una che va contro corrente, che non si accontenta ma che si spinge sempre oltre, dice di sé stessa: "Sono una modaiola, vado dove tira il vento, una vera banderuola, faccio una cosa e sono gia stufa e ne faccio subito un'altra".
I suoi abiti sono curati nel più piccolo particolare, dove si trovano  ricami, geometrie, Swarovski, stampe.
Il tutto perfettamente assemblato. Il nero, che ricorre, ancora, ma anche i blu e i marroni.
Molti i cappotti visti sfilare, più degli stessi abiti; le borse rigide, anche esse di ispirazione geometrica, sono a maggioranza color arancio e ocra.
Nei giorni in cui la polemica su "certi marchi vanno avanti solo vendendo gli accessori come occhiali e scarpe", Prada non fa niente per farla tacere, presentando per ogni uscita una borsa. 


Eroina in noir è anche quella mostrata da Gucci, che veste la modella con chiffon, seta e velluto.
Qui però la scatola cromatica si ampia e ne fanno parte anche il bordeaux e il verde petrolio.
Frida Giannini ha voluto giocare molto anche sugli accessori, che hanno un ruolo fondamentale: ci sono le borsette extralusso in pelle di coccodrillo abbinate agli stivali alti, oppure delle specie di pantofole con i tacchi ma anche i bijoux in resina, che contribuiscono a rendere l'immagine dark e cupa.
Tanto attesa quanto discussa questa sfilata. Le critiche più frequenti? "Ricorda troppo Versace". Voi cosa ne dite?
[Solo a me inquietano le modelle senza sopracciglia?]


Fantastica la collezione Emporio Armani, che ha puntato tutto sui pantaloni altezza ginocchio e calze annesse, tra volant,velluto e enormi rose.
Lo stilista si diverte a giocare con i colori, come se i suoi capi fossero tele astratte dipinte da Kandinskij: così pellicce, cappotti diventano pennellate di blu,rosso,bianco e ovviamente l'immancabile nero.
Molto belli anche gli accessori: guanti, cinture, lunghe tracolle e handbag in velluto ma anche pochette, senza dimenticare i gioielli, come le collane di jais e i bracciali.
L'unica cosa che non mi ha fatta impazzire sono le scarpe maschili, lucide e impreziosite da ricami e pailettes ma non erano meglio i tacchi? Soprattutto con i vestiti corti, li avrebbero valorizzati ancora di più.


La quinta giornata ci ha regalato una gradevolissima sorpresa da Dolce&Gabbana.
Si era già potuto intravedere qualcosa nella pubblicità che vede Bianca Balti e Monica Bellucci testimonial e la linea degli stilisti è continuata verso questo scenario barocco-siciliano.
Nero e oro i colori dominanti, ricami che richiamano alla mente le specchiere e le tappezzerie dei salotti degli aristocratici del periodo.
Ho adorato la cura dei dettagli perchè come ho sempre detto un bel vestito/oufit si vede proprio dai piccoli particolari.
Ebbene, per me hanno centrato. Pizzo e trasparenza senza volgarità, insomma i due sanno proprio come rendere sexy una donna, senza oltrepassare quel sottile limite che la fa passare per "un centone a botta".
Fantastici anche gli accessori: orecchini vistosi con cherubini e cerchietti con pietre.
Tutto abbinato alle borse Miss  Sicily, sì esatto, quella bag per cui la Ferragni non ha più centimetri di unghie da rosicchiare.


A stupire ci ha pensato Roccobarocco, che ha sorpreso tutti presentando look accattivanti attraverso la miscela di elementi del vestiario maschile a gonne in satin e tacchi altissimi.
Se questo era l'anno delle strisce, lo stilista invece ora punta tutti sui quadri,rossi-bianchi-neri, stile "plaid" [*fa più chic rispetto a "coperta della nonna"] 
Oltre agli elementi grafici, si fanno spazio anche le fantasie floreali con il blu e il rosso, per riportare al romanticismo la donna "al maschile".


Il tema di Roccobarocco si ritrova anche in Giorgio Armani, che propone una donna androgina quanto chic. Non più la cravatta ma il fazzoletto nel taschino da appuntare a mò di rosa sulla giacca del tailleur. E poi, finalmente, le pellicce sono ecologiche  e si trovano in arancio e fucsia. Molto bello è anche il rosso corallo usato da re Giorgio, che scommetto sarà uno dei colori must per il prossimo anno.
Le scarpe sono appuntite, lucide o ricamate, che proseguono il tema già visto per Emporio Armani; sulla testa dei grossi cappelli neri a tesa larga e per completare il look guanti e lunghe catene Swarovski.


La sfilata di Cavalli non è degna di nota solo per il rientro della panterona Naomi sulla passerella ma anche per alcuni spunti.
Tema portante? La donna selvaggia, naturalmente.
Animalier o non animalier? This is the question. Pitonato, zebrato, maculato, tigrato, leopardato, insomma tutto ciò che ha a che fare con gli animali e la desinenza -ato a Robertuccio nostro piace.
Io mi sono già fatta portavoce dello schieramento a sfavore, insomma quanto odio per la donna jungle che senza un paio di scarpe anche solo con la suola a macchie di leopardo e cerchietto abbinato, non si sa sentire regina (sì, della foresta).
Pur non essendo amante del genere, ho trovato cose interessanti e ammirevoli, come l'uso delle balze e volant, la giacca in pelle nera e i fantastici colori come il verde bottiglia, l'oro e il rosa shocking.
Da segnalare il ritorno delle mini a palloncino.
Ho apprezzato anche il makeup mentre non mi sono piaciuti gli occhiali enormi scuri, per cui non ho mai stravisto.
Insomma che vi piaccia o no, questo è Cavalli, questo è il suo stile e anche per questo è diventato celebre everywhere.


Cavalli sta all'animalier quanto Versace sta alla pelle.
Il tessuto dominante della passerella è stato accompagnato da un tripudio di croci, richiamo all'indimenticato fratello Gianni.
Ritorna prepotentemente lo stile gotico fatto di borchie e sexy bustini, che ci presenta una donna aggressiva, in stile rock ma a suo modo glamour.
Tanto nero ma anche tanto giallo e arancione.
Senza dimenticare qualche sprazzo di colori metallici come l'oro, l'argento e il platino negli abiti da sera, che non mi sono per niente dispiaciuti.
Anzi, li ritengo quasi il pezzo forte dell'intera collezione.
Tutti i capi erano accompagnati da stivali o da gambali sotto al ginocchio, rigorosamente a rete.


Ebbene, questo è il mio resoconto dettagliato su ciò che più mi ha colpita, ovviamente non potevo dilungarmi oltre parlando di ogni stilista.
Miei cari, come avrete ben capito, quando c'era la fila per ricevere il dono della sintesi, io probabilmente ero troppo impegnata a monologheggiare con la mia solita vena polemica su quale vendetta attuare sulla tizia che ha osato guardare il mio ragazzo o su mia sorella che si è mangiata l'ultimo Pan di Stelle.
Uffa dai, credetemi, ve l'ho già detto che non penso sempre a ma....ngia.....GNAM!

*Sara

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