Ma(r)nicomio per H&M

Siorri e siorre, amicici e amicice, lettori del sabato pomeriggio e quant'altro, salve!
Come state? Vi è piaciuto l'inizio della nuova rubrica di Giovanna?
Attualmente la suddetta si trova in completa armonia con il tempo e lo spazio, è quasi primavera, gli alberi sono in fiore e fa caldo. La meglio stagione dell'anno è quasi arrivata e io non vedo l'ora di crogiolarmi sotto il sole, fare lunghe passeggiate nei campi fioriti e guardare il cielo azzurro.
Ma non oggi.
Oggi non si può proprio, o amici, c'è da discutere, da parlare di un vero e proprio tarlo, di un dubbio esistenziale che mi fa chiedere se io abbia perso il mio buongusto per strada (se mai io l'abbia avuto, peraltro!).
E il dubbio che mi attanaglia è proprio questo:

Ma solo a me la nuova collezione Marni per H&M fa proprio schifo?

Ho aspettato qualche giorno per parlarne, per vedere se tutto l'entusiasmo fosse scemato per lasciare un po' di spazio al buonsenso. 
La collezione è ufficialmente stata rilasciata l'8 marzo (thò, in concomitanza alla festa della donna - i casi della vita!), eppure nei vari fashion blog già da giorni prima dell'uscita ufficiale impazzava l'entusiasmo e l'adorazione per questa nuova featuring: noi stessi avevamo parlato bene della Collezione Versace per H&M prima che la questa fosse stata rilasciata ufficialmente. Certo è che Versace per H&M è, a mio parere, su un altro pianeta rispetto a quella di Marni.

Ho aspettato volutamente a parlare dell'argomento perchè mi pareva quasi impossibile tutto questo "brodo di giuggiole" per questa collezione. Nell'entusiasmo generale probabilmente sarei stata mandata a quel paese in direttissima (mentre adesso suppongo che qualche buon'anima stia almeno leggendo le mie motivazioni), quindi adesso che "passata la festa, gabbato lo santo" magari qualcuno riuscirà a darmi ragione.

Ok, va bene, non state a menarmela che Marni è sinonimo di eccentricità, di alterità, di originalità, che la Castiglioni è la paladina del "volutamente diverso, volutamente eccentrico" e tante care cose. Ci sta. Sono la prima a sostenere l'importanza di avere un proprio stile a prescindere dal costo (soprattutto a prescindere dal costo) però, mano sul cuore, mettereste un paio di scarpe così, per di più pagandole 60 euro?

Cioè ragazzi, stiamo parlando di una suola e dei pezzi di scarpa tenuti insieme da un pezzo di corda. Ma seriamente?
E ancora, sempre mano sul cuore, se non fossero di Marni queste scarpe rimarrebbero lo stesso fashionissime che più fashion non si può?



Va bene, de gustibus. Alla fine ognuno ha i suoi gusti e va bene così, ci mancherebbe altro. Però qui si cade sempre nel solito discorso, che è poi il mio personale cavallo di battaglia contro sedicenti fashion blogger e  persone che seguono la moda come pecoroni: il de gustibus è supportato dal vostro stile personale, o è quel nome sull'etichetta che riesce a trasformare un capo orrendo in un vero e proprio oggetto del desiderio?
Se siamo nella prima ipotesi, allora fate bene a fare la fila davanti all'H&M di fiducia fin dalle 6 di mattina, tanto di cappello. Ma se siamo nella seconda ipotesi, ovvero il "fashionismo da sindrome compulsiva", provate a farvi un esame di coscienza: ne valeva davvero la pena?
Al di là delle opinioni e dei gusti che possono essere - e sono - completamente soggettivi, c'è anche da dire che la campagna di Marni per H&M ha destato non poche polemiche, soprattutto per la scelta della modella che risulta essere un cattivo esempio, poichè definita "anoressica" e "cadaverica". Come ormai tutti sappiamo, non è la prima volta che H&M finisce nei guai per aver usato dei modelli e delle modelle "diseducativi" dall'aspetto malsano: nel caso di Marni per H&M, la denuncia arriva direttamente dall'organismo britannico Asa (Advertising Standards Authority, una sorta di garante sui contenuti delle pubblicità). E la questione diventa un caso.
Se da un lato c'è chi afferma che usare modelli scheletrici sia un po' la prassi delle case di moda, c'è chi invece sostiene che ciò sia diseducativo ed anche pericoloso. Julian Spinks, medico, in merito ha affermato al Daily Star che: 
"La modella è quasi cadaverica. La sua pelle è grigia, si vedono le vene delle mani ed enormi borse sotto gli occhi. Trovo incredibile che un negozio di moda come H&M, che si rivolge ai giovani, utilizzi un’immagine che li incoraggia ad essere malsani”.
Quindi la polemica continua: chi critica la modella, chi critica la collezione, chi critica il modus operandi di H&M quando si tratta delle collaborazioni (a proposito: quanti di voi stavolta hanno fatto la fila fuori dal negozio? E in quale negozio siete dovuti andare per riuscire a procurarvi i capi?). Insomma, una critica dopo l'altra, sperando con tutto il cuore che la prossima collaborazione porti a qualcosa di meglio.
Baci dal ma(r)nicomio
- Ste



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