Tiffany 1837 ed altri scandali

Ci sono delle cose che davvero non capisco.
Mi riferisco innanzitutto al discorso dei "likes" sotto ogni post di TDM. Ma dannazione, nel giro di una settimana svaniscono nel nulla: ci sono, non ci sono, sono latitanti. Che sia un problema di blogger, oppure è un complotto internazionalistico ai nostri danni?
Un'altra cosa che non capisco (o almeno, non capisco del tutto) è l'attuale accanimento contro la categoria delle fashion blogger in generale. 
A quanto pare,  l'ultimo post di Sara è stato profetico: nel giro di pochi giorni, infatti, si è scatenata una baraonda mediatica che pone come disclaimer che le fashion blogger siano dei superficiali e ridicoli manichini/bimbeminkia marchettare che se la tirano da qui a Georgetown. Ma la critica non è stata mirata alle sole fashioniste che si rendono ridicole con outfits improponibili, ma TUTTE in generale le fashion blogger sembrano essere diventate la peste nera.
La miccia dello scandalo è stata innescata nientepopodimeno che da una testata nazionale, La Repubblica, secondo cui una delle più importanti fashion blogger  italiane (rabbrividisco) pretende un pagamento a quattro zeri per la partecipazione agli eventi (seguito poi da un altro scandalo, riferito a una campagna umanitaria portata avanti da un famoso marchio che l'ha scelta come madrina).
Non vi sto neanche a raccontare lo sdegno e l'indignazione generale.
Però, come spesso accade, non è il singolo ad essere il centro delle polemiche ma lo è l'intera categoria che rappresenta (un po' come quando il moroso ci fa un torto ed automaticamente scatta il "gli uomini sono tutti degli irrimediabili cretini").
In pratica, le fashion bloggers sono la nuova piaga sociale del terzo millennio.
Che dire in nostra difesa? Beh, innanzitutto, vi siete rincoglioniti? Ma vi pare che un gruppo (e neanche troppo nutrito) di persone attente alla moda costituisca una "piaga sociale"? I reality show sono una piaga sociale, l'anoressia e la bulimia sono una piaga sociale, i leghisti che prima dicono che i terun sono dei ladri e poi sono proprio loro i primi a rubare sono una piaga sociale. Ma mica le fashion blogger, santi numi! 
Qui si sta perdendo di vista la dimensione del fenomeno. Lo spiegherò quindi un'ultima volta: se una fashion blogger non scrive di argomenti come la politica, il riscaldamento globale, ecc. non è che essa sia necessariamente superficiale, ma è perchè sta scrivendo in un fashion blog. FASHION. BLOG.
E come indica il nome, sai già che cosa aspettarti. E' inutile andare a cercare argomenti (seppur rilevanti) nella sede non adatta: anche il matrimonio è una cosa importante, ma non ditemi che lo pretendete in un film porno. Suvvia.
Seconda cosa: ponti d'oro a chi non generalizza. Per fortuna siamo tutti diversi, facciamo cose diverse e pensiamo in modo diverso. Sono abbastanza ottimista nel pensare che se decido di comprarmi un paio di occhiali da sole di Prada (come ho fatto con la mia miserrima paga di praticante avvocato - piccola parentesi di felicità) l'intera economia italiana non crollerà a causa mia, ed anzi penso che non gliene fregherà niente a nessuno. E meno male.
Ora che ho terminato il mio sfogo fin troppo lungo, torno nella dimensione del fashion blog per parlare di argomenti da fashion blog (eccheddiamine!)
Oggi vi parlerò della nuova collezione di Tiffany, Tiffany 1837.

"Ommioddio, Tiffany!! Il miglior film della mia amata Audrey!!" 
Tipica frase detta dalle "fan" farlocche della Hepburn, le quali millantano di essere grandi fan pur avendo visto solamente "Colazione da Tiffany" (non so voi, ma questa categoria di fans andrebbe oltremodo fucilata - non per niente sono fan del gruppo su FB "Ragazze che abusano delle foto e dei link di Audrey Hepburn", che colgo l'occasione per salutare caramente).

Ad ogni modo, quest'anno Tiffany ha deciso di celebrare il 175esimo anniversario della fondazione con la nuova collezione "Tiffany 1837".
La collezione, oltre a celebrare l'anniversario, introduce sul mercato un nuovo tipo di metallo, il RUBEDO.
Che diamine è questo RUBEDO? Temo che non lo scopriremo mai, signori e signore, anche perché penso sia un po' come la formula della Coca-Cola: segretata a pena di decapitazione immediata. Quel poco che sappiamo è che ha un colore rosato, e da spot viene definito "splendente sulla pelle, evanescente, ha la luminosità dell'alba".


Vi chiederete: ma perché il titolo del post è "Tiffany 1837 ed altri scandali"? 
La risposta viene da sè: lo scandalo di Tiffany 1837 è il prezzo medio dei pezzi della collezione.
Un bel giorno vedo la pubblicità di questa nuova collezione e già con la bava alla bocca corro a vederedi che cosa si tratta: cominciando con il primo modello in RUBEDO, mi trovo davanti un bracciale da 7.000 euro.
E come si suol dire da queste parti, sticazzi.
Il resto dei modelli RUBEDO viaggia sui 1.000 e più euro. Il pezzo più "economico" della collezione è una collana che ha una piccolissima barretta  come pendente: 195 euro (qui a destra), seguito dalla bellissima collana a cerchi intrecciati argento e RUBEDO (270 euro):

Tiffany 1837 tuttavia non ha solo modelli in RUBEDO (e meno male), ma anche modelli in argento ed oro (tra cui l'anello con l'incisione di Tiffany 1837, 195 euro, nella versione RUBEDO a 350 euro), nonchè la versione in argento della collana con pendente a barretta (125 euro), disponibile anche in oro (euro 490).
Al si là di tutte le polemiche, mi duole ammettere che  questa collezione ha un che di meraviglioso. Certo sarebbe ancor più meravigliosa se costasse meno, ma non si può avere tutto dalla vita.


In conclusione, se volete un gioiello in RUBEDO il prezzo è decisamente molto oneroso.
Ma del resto non ci si poteva aspettare diversamente: Tiffany ha lanciato l'idea di questo nuovo "metallo" (che in realtà, da quanto sappiamo, è una "lega metallica" - un po' come lo stagno, per intenderci), e se già ci fanno pagare un braccialetto d'argento "Return to Tiffany" 270 euro figuriamoci che cosa potrebbe mai accadere con un nuovo metallo creato apposta per l'anniversario!
Se non altro esistono delle valide soluzioni di compromesso: la collana con il pendente a barretta oppure la collana con gli anelli intrecciati (in versione ridotta).
Non fate l'errore di considerare il RUBEDO  come sinonimo della collezione: infatti vi sono molti modelli in argento, più accessibili, ma sempre firmati Tiffany 1837.
E voi cosa pensate di questa"scandalosa" collezione?
Baci (e non al RUBEDO - non sono mica il Sultano dei Brunei, eh!)
- Ste


1 commento:

  1. Mmm a dire il vero non mi piace molto questo fantomatico Rubedo, sarà per la mia avversione per il rosa...comunque non vado pazza per i gioielli di Tiffany, perferisco spendere quei soldi per una bella collana etnica unica nel suo genere!
    E per il discorso delle FB, che altro dire se non che concordo? Purtroppo come al solito si fa di tutta l'erba un fascio, ora è diventato di moda fare i finti intellettuali criticando di tutto e di più senza conoscere il soggetto in questione...magari prima di fare una blog-crociata chiudiamo l'Isola dei Famosi, che lobotomizza ben più di un post sulle scarpe!

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