Louis Vuitton & Kusama: da Monogram al Pois

Carissimi antisnobbine e antisnobbine, 
buona domenica!
Oggi volevo parlarvi di un argomento che è da qualche tempo che mi ronza fastidiosamente in testa, quasi fosse una specie di tarlo. 
Ormai conoscete la mia passione per l'arte (vedi il mio scorso articolo su Louboutin) e per le collezioni-featuring (vedi Versace per H&M nonché Marni per H&M). Sono altrettanto convinta che conosciate tutti il mio smisurato amore per Louis Vuitton ("davanti a una LV non ci sono altre borse che tengano" - dogma per la sottoscritta), ma sapete anche che quando c'è da menare le mani sono la prima a buttarsi nella mischia, criticando senza alcuna pietà.
Fatta questa premessa iniziale, direi di iniziare subito con l'argomento di oggi: la nuova collaborazione tra Louis Vuitton e l'artista giapponese Yayoi Kusama.


Ai meno esperti in materia servirà qualche informazione su Yayoi Kusama: la Kusama, annata 1929 e ancora sgallettante come fosse una ventenne, è un'eccentrica artista giapponese trapiantata negli Stati Uniti. Tratti fondanti delle opere della Kusama sono gli immancabili pois, i reticolati, giganteschi fiori ed enormi zucche, nonché gli scenari surrealistici, quasi fiabeschi. Le opere della Kusama, ai tempi del fulcro della propria attività, erano considerate oltremodo scandalose, complice il fatto che spesso venivano usate persone vere, nude e ricoperte di pois, come parte integrante delle sue opere. In questo video, creato dal team di Louis Vuitton, viene riassunta brevemente la vita dell'artista tra eccentricità e tradizione.


L'arte, per quanto mi riguarda, merita di essere osannata in (quasi) tutte le  sue forme e i suoi generi, e di base l'idea di accostare un artista ad una casa di moda è assolutamente condivisibile: in fin dei conti, anche la moda è arte, e  Louis Vuitton sa fornire dei gioielli d'arte per chi li sa apprezzare.
Ma, se c'è qualcosa che devo criticare su LV, sono le collaborazioni che decide di intraprendere... soprattutto viste le esperienze precedenti.


Ne cito solo un paio: vogliamo parlare di Murakami per Louis Vuitton? Pur apprezzando l'indiscusso talento e la creatività di Murakami, ho trovato di pessimo gusto le sue creazioni per Louis Vuitton, ispirate allo j-pop e allo stile "militareggiante".


                                                                               
Non fraintendetemi: adoro la cultura J-pop (sono un'appassionata della cultura nipponica da quando avevo 13 anni) e, per certi versi, le collezioni potevano trovare un riscontro favorevole se considerate a sè stanti oppure su un marchio diverso, relativamente giovane e non legato da una solida classicità come LV, che rappresenta invece un marchio storico, ricco di tradizione e di classicità.

L'idea di mettere dei pupazzetti carini, kawaii e chibi potrebbe anche essere buona, ma per cortesia NON su una casa di moda che vanta ormai quasi due secoli di tradizione e decoro classicista perché, mano sul cuore, non c'entra proprio niente con quello che è lo stile di LV. E non fatemi parlare dell'odioso militare!


Cito inoltre la collaborazione di Louis Vuitton con Stephen Sprouse. Pur apprezzando tantissimo il motivo "Rose" sul monogram (e sto ancora rosicando per non essermi riuscita ad accaparrare nemmeno un pezzo di quella serie), ho trovato completamente fuori luogo lo stile "Graffiti".

In sintesi: le collaborazioni di LV con i vari artisti, pur essendo dei pezzi da 90, non mi hanno mai lasciata convinta del tutto. Che cosa ha in comune una maison come Louis Vuitton con tutto questo eccesso di colori chiassosi, a volte fuori luogo, che spesso e volentieri non c'entrano nulla con il vero stile portato avanti orgogliosamente dal 1854?

Ed ora bisogna chiedersi come sarà la collaborazione con la Kusama, che uscirà a breve in tutti i negozi LV.
Secondo le anteprime (e se tanto mi dà tanto) ci aspetteranno una valanga di pois, un'invasione, un'epidemia generalizzata di puntini multicolore come se le nostre monogram avessero preso il morbillo.
Ma prima di dare giudizi affrettati, aspettiamo che la collezione esca ufficialmente. Nel frattempo, vi lascio con qualche succosa preview:







E voi, che cosa ne pensate delle collaborazioni di Louis Vuitton? E cosa vi aspettate da LV & Kusama?
Baci a pois,
- Ste




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