London Calling: Hello shopping!

Back from London! Purtroppo, aggiungerei.
Immaginatevi 17 gradi di temperatura, un frescolino adorabile, albergo in pieno centro, Hyde Park di fronte e tutte le comodità e necessità a fianco. Un sogno.
Adesso immaginatevi 38 gradi di temperatura  alle 22, un caldo appiccicoso, l'umidità all'80% che ti attacca i capelli sul collo e il deserto in città. La triste realtà.
Ma chi me l'ha fatto fare? Londra, I miss you!!! :(
Purtroppo la vita e gli impegni quotidiani, ma anche le sterline finite, richiamavano la strada verso casa. Damn!
Partiamo da una cosa fondamentale: Londra è cara, cara, cara, anzi carissima!
Io che mi lamentavo dei sei euro parigini per un caffè e un croissant, ho dovuto ricredermi con i 50 ml. di acqua a 2 sterline e passa.
E il cinema? Un lusso che non potevamo permetterci. Si arrivava alle 15 sterline per poter vedere "The expendables 2". 
Probabilmente (sicuramente, visto che nel 2008 non era così) le Olimpiadi hanno influito nel caro prezzi, anche se siamo arrivati il giorno dopo la cerimonia di chiusura.
Quindi in futuro meglio che portiate qualche sterlina in più se non volete sentirvi dei poveracci come è capitato a noi gli ultimi due giorni di vacanza :D
Non sviolinerò su quanto Londra sia assolutamente meravigliosa, l'atmosfera che si respira, l'etereogenità delle persone e stili che si incontrano, no non lo farò ma mi associo con anima, cuore e corpo alla frase: "When a man is tired of London, he's tired of life".
Oltre alle attrazioni, monumenti e musei, potevo non girovagare per negozi?
Oxford Street e Regent Street erano praticamente mie, quotidianamente.
Oltre ai Pret a Manger ad ogni angolo (e sono seria), non potete non far caso alle buste marroni con scritta celeste portate a spasso in ogni dove, in centro o in metro. Ovuqnue ti giravi, vedevi uomini e donne con queste shopping bags , tanto che per me era quasi diventato un gioco contare chi non le aveva.
Si tratta di acquisti Primark, un brand low cost che in Italia ancora non esiste.
Nel giro di tre giorni ci sono stata credo almeno tre volte e ovviamente ho dovuto comprare.
All'entrata ci sono dei cestini enormi (che consiglio di prendere) perchè i sagaci londinesi hanno previsto che la gente voglia provarsi di tutto e due o quattro braccia non bastano.
E vi giuro che ho visto questi super cesti traboccare da ogni lato e le mani che cercavano di ricacciare ogni pezzo dentro per non perdere niente.
Il caos regna sovrano, nel senso che è stracolmo di gente e spesso fai fatica anche a muoverti. [E nota a margine, era pieno di italiani riconoscibilissimi. Ma finitela di schiamazzare che vi fate sempre notare!!].
Per provare le cose nei camerini devi fare file peggiori che i serpenti umani che c'erano per Madame Tussauds, tanto che per un attimo ho pensato di mollare tutto.  E se vuoi vederti allo specchio, troverai che ci sono almeno altre tre persone a dividersi quell'angolo.
I vestiti sono davvero di ottima fattura e la scelta è vastissima, tanto che avrei voluto comprare tutto (per tutte le volte che ho detto: "bello, lo voglio", un pensiero andava al santo del mio fidanzato).
I prezzi sono veramente ottimi, per dire un giacchetto di jeans con le borchiette costava 15 sterline o vestiti davvero carini sulle 12 sterline, pantaloni a 7 e così via.
Io ho comprato due camicette stupende per 10 e 12 sterline. Sono stata anche fortunata perchè non le ho provate e nel rischio (troppa fila e quel giorno ero già nervosa) ho indovinato le taglie.
Consiglio però di non fare come me, perchè le taglie sono bizzarre. Io, ad esempio, sono rientrata in una 38 e una 40, cosa che in Italia mi posso abbastanza sognare.
E' pieno di commessi ma non sono invadenti, ti lasciano fare, servono più che altro per rimettere a posto le cose che le fashion-assatanate nel caos buttano a terra o alla cavolo in mezzo ad altre cose.
Naturalmente al massimo dello stupore quando al momento di pagare avevo davanti una distesa di casse (circa 20) e appena se ne liberava una, era un signore a dirti "vai alla numero X". 
Ah, solo da noi certi orari...A Londra via di orario continuato e i negozi sono tranquillamente aperti fino alle 22 passate. In sei giorni negozi chiusi all'una o alle due di pomeriggio nessuno. E poi che bello era cenare e poter andare ancora per negozi la sera? Fantastico.
Fare un giretto anche da Marks & Spencer credo fosse d'obbligo. Tutte le patite di I love shopping e Sophie Kinsella conosceranno sicuramente. Che dire? Non mi ha entusiasmata particolarmente, trovo che i vestiti fossero più adatti alle signore che alle ragazze e il poco giovanile che c'era non era niente di che o comunque troppo costoso. I prezzi viaggiavano tra i 50 e i 70 pounds.
M & S è anche supermercato e come nel caso del vestiario,  il listino è carissimo ma si tratta di prodotti di alta qualità.
La tappa da Harrods era d'obbligo: ogni benedetta volta devo andarci! Di notte mi mancava però, così ho colmato anche questo vuoto grazie a questa vacanza.


Pare ci sia una specie di codice da rispettare ma a me non è mai capitato niente, onestamente.
Si narra che chi ha le spalle scoperte venga cacciato fuori, e io avevo la canottiera ma sono passata tranquillamente. Che sia una leggenda metropolitana?


Visitare interamente i sette piani in un solo giorno credo sia utopia, perchè si trova veramente di tutto, "dallo spillo all'elefante", come afferma il motto.
Nel mio caso ho preferito girare in base ai miei interessi, quindi il piano degli alimentari con la gastronomia e i vari banconi e la zona cibo-souvenir (l'immancabile thè, i cioccolatini e le tavolette di cioccolata, i biscotti, tutto rigorosamente firmato "London-Harrods").
Scale mobili e dritta al piano dei gioielli, dove potevo solo ammirare.
Il paradiso per una "gazza ladra" come me, non sapevo dove guardare per il troppo brillare.
Orecchini, braccialetti, anelli, Rolex, Cartier, Tiffany.
Ma più salivo di piano e più raggiungevo una sorta di pace interiore, mi sentivo finalmente bene, ma mi sarei sentita decisamente meglio potendo comprare.
Le scale mobili per me erano una sorta di "stairway to heaven" , mettetela così.
Zona stilisti, il top. Cos'altro potevo aspettarmi?
Ho avuto l'onore, il privilegio, la fortuna di poter vedere dal vivo una cosa meravigliosa che si chiama Pronovias.
Il mio amore per questa collezione nasce anni e anni fa, quando ho deciso di raccogliere tutte le foto dei vestiti da sposa che più mi piacevano, per poi rendermi conto ad album completato che erano tutte firmate così. Peccato non si potessero fotografare, perchè anche gli abiti delle damigelle erano meravigliosi.
Le uniche cose che sono riuscita a catturare sono gli accessori, ultra luccicanti anche quelli. Meravigliosi no??




Avanzando nell'imbarazzo di dove non saper guardare, mi imbatto in LUI.
Alexander McQueen.
Avrei voluto baciare il pavimento come quando Colombo baciò la terraferma. Prostarmi a così tanta magnificenza. Sempre sia lodato.
Scatole bianche con il suo nome e bacheche di vetro con le sue fantastiche clutches. Io che mi sentivo quasi come se non meritassi di toccarle, e con un po' di paura di rovinarle.
Questo è quello che sono riuscita ad immortalare, ma poi vedrete lo store in centro, più avanti.



In tutto questo, sono riuscita anche a vedermi Jimmy Choo e a toccare le sue fantastiche creaturine.
Indimenticabile.
Per il mio fidanzato invece era necessaria la visita al reparto sport, con il calcio e il cricket a farli da padrone. Peccato che lui puntasse al rugby, ma si è rifatto altrove.
Sono invece numerosi i negozi Topshop, amati dalle fashioniste di tutto il mondo.
Io ho visitato quello a Kensington più un altro non ricordo dove.
Un sacco di vestitini bellissimi della nuova collezione ma disgraziatamente mi ero imposta di non comprarne.
Amore a prima vista con un paio di scarpe porpora con il plateau, ma questa volta qualcuno si è messo tra me e loro (senza fare nomi).
Al piano superiore predominavano jeans, camicette e giacche e poi la zona saldi con tanti vestiti chic e top colorati. Infine, la bigiotteria e qui ho comprato un anello per pochi pounds ma avrei voluto prendere di più. Tra le cose meritevoli anche una pochette a cuore con le borchiette e un top perfetto per la mia camicia Primark. Peccato che quando sono ritornata da Topshop non ci fosse più. E qui ebbe inizio la mia depressione e il broncio.
Quindi altro consiglio: se vedete una cosa che vi piace prendetela subito, senza rimuginarci sopra o farete la mia fine :(
Come tutti ormai sapete, il mio amore per Kate si è palesato ancora di più a Londra e quindi foto di rito al museo delle cere con la famiglia reale e la duchessina. (Anche qui fila che non vi dico ma ne valeva la pena).
Se non bastasse, sono riuscita a vedere anche i negozi dei suoi stilisti preferiti come LK Bennett.
Altri store che ho visitato sono quelli di Tory Burch, per la felicità della mia Ste, Louis Vuitton, la delusione Victoria's Secret (che doveva aprire a metà agosto e invece c'era ancora l'impalcatura. Che tristezza!!) e McQueen. Eccovi qualche foto:






Infine, c'è anche lo shopping che si fa al mercato. Soprattutto se uno dei più famosi al mondo.
Sabato, giorno della partenza, siamo andati a Notting Hill e Portobello, per chiudere in bellezza.

 
Giornata caldissima e un mare di persone, soprattutto turisti ma anche personaggi londinesi bizzarri, con scarpe stranissime e capelli ultracolorati.
Tantissime le bancarelle di souvenir, prese letteralmente d'assalto; quelle di cibo proveniente da tutte le parti del mondo: paella valenciana, bruschetta italiana a 4 pounds, l'immancabile kebab, cupcakes, bagels, fish & chips e tanto altro; banchi di artigianato, dischi di epoca in vinile e qualsiasi cosa stiate cercando.
Proseguendo si trova il Portobello fashion: anelli stranissimi, scialli particolari, cerchietti e le Cambridge satchel (vi ricordate?) in cuoio, bellissime. Volevo tanto prenderla, visto anche il prezzo ma purtroppo sapete il problema che avevo con le sterline.
E'impensabile pensare di vedere tutto il mercato, soprattutto alla temperatura che c'era.
Quindi se volete provare l'esperienza, armatevi di tanta pazienza e andate la mattina presto, che già alle dieci era da delirio.
Così potrebbe sembrare che in cinque giorni mi sono preoccupata solo delle vetrine e degli stilisti, ma fidatevi che non è così. Ho fatto tante di quelle cose, tante di quelle camminate (i miei piedi ancora implorano pietà) che se dovessi scriverne, i crampi alle mani per queste pochissime righe che avete letto in confronto diventerebbero sintomi del malato immaginario.
Ma che ho detto?
Vabbè, xoxo
*Sara
PS Un ringraziamento di cuore al moroso della Ste per il logo sulle foto *-*




2 commenti:

  1. Fantastico questo articolo su Londra...complimenti!!!! Ritornerò quest'anno a Capodanno e ovviamente seguirò tutti i tuoi consigli!!=)un bacio- Silvia

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  2. grazie mille Silvia! mi fa piacere che ti sia piaciuto^^
    poi ripassa da qui e fammi sapere com'è andata :D
    passa anche da River Island, che ho dimenticato di inserire ma
    è davvero un bel negozio!!!
    bacioni

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