Christian Dior-Le origini del mito

Oggi sono qui per narrarvi una storia, perchè non esistono solo canali come Real Time (che io amo) ma anche canali più impegnativi come SkyArte.
E' proprio grazie a quest'ultimo che nel periodo natalizio sono incappata in un documentario su Christian Dior, che ho prontamente registrato.
Più seguivo e più restavo affascinata e colpita da quest'uomo, così ho scelto di condividere con voi la sua storia.


Ovviamente il protagonista principale si chiama Christian, attorno a lui due schiere: da una parte gli amici e dall'altra lo staff, entrambi rappresentanti della parte positiva.
Come in ogni favola che si rispetti c'è però l'antagonista, che in questo intreccio compare sotto il nome Christian Dior.
Ma partiamo dagli inizi.
Sin dalle prime vacanze estive con i genitori, Christian cominciò a nutrire una forte attrazione per i costumi, in particolare quelli con dettagli brillantosi, ricami e quelli dalle fantasie floreali. 
All'età di quindici anni ufficialmente stava studiando per il diploma, dico ufficialmente perchè ufficiosamente nacquero in lui altri interessi più vivi.
Forse in questo lo influenzerano anche gli amici di cui amava circondarsi, persone ricche d'interessi come la musica, la letteratura, l'architettura.
Proprio per quest'ultima cosa, Christian nutriva un profondo amore e confessò ai suoi di voler studiare Belle Arti ma i genitori non approvarono.
Viveva a Parigi, in una città cosmopolita e viva, dove passò anni di felicità, bellezza e pace.
Era l'epoca della belle epoque, periodo che esercitò sempre in lui una grande influenza.
Un giorno Christian incontrò Bérard, pittore francese che lavorò come illustratore anche per Coco Chanel e Nina Ricci.


 Rimase folgorato dal suo talento e decise di comprare tutti i disegni e i dipinti, con cui tappezzò la sua stanza.
Questo si può considerare il primo vero passo dello stilista verso l'arte (in seguito aprì anche una galleria).
Tutto scorreva tranquillamente, finchè le cose non iniziarono improvvisamente a precipitare.
Erano gli anni della crisi ma qualcosa di ben peggiore si abbatté sulla sua famiglia.
Al ritorno da una vacanza uno specchio della casa si staccò misteriosamente dalla parete per fiondarsi sul pavimento, dove si frantumò in mille pezzi sul parquet.
E come narra il proverbio: 7 anni di disgrazia.
Gli scaramantici staranno tremando, gli unbelieber (pardon, unbeliever) se la staranno ridendo.
Fat(t)o sta che il fratello di Christian fu colpito da una malattia incurabile e che la madre sconvolta morì per il dolore.
Non solo, nel 1931 l'azienda in cui il padre investì forza e tuttti i risparmi che aveva, fallì in pochi giorni.
Ma se sfiga dev'essere, sfiga totale dev'essere, ahimè!
La maledizione colpì anche il nostro protagonista, che si ammalò gravemente di tubercolosi.
Per fortuna intervennero le nostre forze benigne, che se fossimo in un cartone animato si chiamerebbero Flora, Fauna e Serena. 
I suoi amici, nonostante la crisi e la mancanza di soldi, riuscirono a radunare un gruzzoletto di soldi e a mandarlo così alle Baleari, dove poté curarsi.
Ad avercene di persone così vicine...perchè non si limitarono a rimetterlo in sesto, ma al suo ritorno a Parigi gli consigliarono di andare a disegnare per "Le Figarò".
Così grazie alle sue abilità nel disegno, riuscì a lavorare nelle case di moda e a farsi strada in questo mondo.
Fino a che nel 1938 Piguet gli offrì un lavoro come figurista.
Christian era al settimo cielo, finalmente avrebbe assistito in prima persona al passaggio di un'idea al vestito finale.
Fu un incontro decisivo perchè Robert gli insegnò il connubio di eleganza e semplicità.
All'atelier Lelong lavorò a fianco di Pierre Balmain, uomo forte e ambizioso, che lo incoraggiò a sognare e gli disse: "Christian Dior è un bel nome per uno stilista".
Da quel giorno Pierre sarà per noi anche "il veggente".
Nel 1947 Dior lancia la sua linea chiamata "Corolla", che l'America ribattezzerà "New Look", realizzata in tre mesi (novembre-febbraio).


Tutti parlarono di rivoluzione ma lo stilista preferì definirla un ritorno alle tradizioni e al bon ton.
Christian vedeva queste donne con abiti spigolosi, con spalle quadrate che le facevano sembrare pugili e lui, invece, aveva immaginato per loro abiti floreali, con spalle arrotondate, vite sottili con gonne lunghe a forma di corolla.
La collezione ebbe un forte impatto ma allo stesso tempo sorsero nasi storti e proteste.
Ci trovavamo nel dopoguerra e c'era scarsità di tessuti, come poteva Dior proporre centimetri di tessuto in più?
Lo vedevano come un irrispettoso e dicevano che stava uccidendo l'economia.
Lo accusarono anche di realizzare abiti costosi, nonostante l'emergenza in cui si trovassero e nonostante la gente sconvolta da una tragedia mondiale.
Il 12 febbraio del 1947 ha così inizio il fenomeno Dior.


Fu un vero e proprio trionfo ma anche un'arma a doppio taglio.
Non gli importava niente della gloria, l'unica cosa ad interessargli era che da quel giorno poteva sentirsi autorizzato a creare secondo i suoi gusti, quello che gli piaceva.
Christian non era un festaiolo, odiava i ritrovi sociali e non incontrava mai la stampa.
Non per snobbismo (altrimenti su questo blog sarebbe stato prontamente stroncato) ma semplicemente perchè era una persona riservata, ansiosa e schiva.
Saremmo andati molto d'accordo, monsieur Christian.
Pensate che una volta, siccome la stampa lo richiedeva a gran voce, fece organizzare un cocktail party ma poi non si presentò.
Diceva: "Non c'è successo senza pubblicità e quelli che la facevano mi davano fastidio"
Dior fu il primo stilista a vendere le licenze per i suoi abiti, a introdurre i profumi, a adattare una collezione e ridisegnarla per il mercato americano.
Non solo, fu il primo a creare la collezione primavera-estate-autunno-inverno.
Per lui i vestiti erano vita ma anche un'ossessione, tanto da arrivare a ritrovarseli anche nei sogni.
"Gli abiti sono le mie chimere, riflesso della mia vita quotidiana con le loro emozioni, con le loro scariche di tenerezza, gioia. Se alcuni mi hanno deluso, tradito, altri mi hanno amato fedelmente come io ho amato loro".
Usava la tecnica chiamata "dipingere con ago e filo".
Sotto la gonna ci doveva essere sempre la sottogonna e bisognava fare in modo che la vita misurasse sempre 55 cm e che i fianchi fossero vaporosi.
Per Dior il corpo della donna era fondamentale, lo rispettava e lo amava.
Un giorno infastidito dalla rigidezza di un manichino e non riuscendo a ottenere la morbidezza che voleva sul punto vita, chiese un martello.
A suon di martellate realizzò la silhouette ideale per la donna.
Questo rispetto non lo aveva solo per la sua clientela ma anche per le sue modelle.
Diceva: "Le guardo come Galatea con gli occhi del Pigmalione" perchè sono loro a dare vita agli abiti.


In sè convivevano una sorta di Dr. Jeckyll e Mr. Hide, l'uomo e lo stilista, continuamente in lotta: "Inizio a identificarmi con un fratello a cui devo il mio successo ma con cui non ho niente in comune".
Questa guerra interna lo portò a morire a soli 52 anni, dopo aver lavorato per dieci anni (la maison la ebbe a 42 anni).
"Io sono quest'uomo, questo bambino, questo proustiano e quest'artista. E poi c'è lui, Christian Dior, lo stilista che mi ha ucciso".
Ma non sapeva di che impero ci avrebbe lasciato.

*Sara










28 commenti:

  1. Che bello questo post, ora me lo leggo con calma!!
    Brava, dovresti farne su altri stilisti :)
    Grazie per essere passata da me, un bacione!
    Cecia

    http://morfeoarms.blogspot.it/

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  2. Che bello questo post, la sua è davvero una storia incredibile e alcuni particolari della sua vita me lo rendono proprio simpatico! Certo anche un po' sfortunello!
    Fabiola

    wildflowergirl

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  3. Bellissimo questo post!! Davvero interessante!!!
    Kisses
    Francy&Stef
    chicwiththeleast.blogspot.it

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  4. non conoscevo la sua storia bellissimo post!

    http://theglamorouspearl.blogspot.it/2013/01/laura-new-collection-springsummer-2013.html#more

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  5. Che brava che sei a scrivere, questo post è davvero bello !!

    http://thefashionshadowbygiulia.blogspot.it/

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  6. Bellissimo post! Eh, si, spesso i documentari sono una buona idea :)
    Timeless Mode

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  7. Devo dire che sono rimasta colpita dal post :) Dato che non conoscevo la sua "storia" ma ora grazie a te ne sono diventata partecipe anche io! Non sapevo neanche fosse morto così giovane :(
    In 10 anni ci ha lasciato un patrimonio favoloso!

    Another earth pink
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  8. Following you dear. Hope you will do the same. kisses!

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  9. Non conoscevo la sua storia, mi è piaciuto tanto leggerla.
    Mi sono iscritta con piacere, a presto!

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  10. CIAO !
    Grazie Mille per esserediventata follower del mio blog !
    come promesso, Sono appena diventata anche io tua follower... <3
    A Presto... BACIO

    MY BLOG > http://mcaruso930.blogspot.it/

    FACEBOOK > http://www.facebook.com/ThisIsMyStyleByMartinaBlog?ref=hl

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  11. Bravissima Sara! E'uno dei miei preferiti, avevo letto la sua biografia un paio d'anni fa e da lì mi è piaciuto proprio tanto:) Un bacio!

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  12. peccato che sia morto tanto giovane :(
    ps: è stato bello leggere e conoscere la sua storia! brava Sara :) hai fatto davvero un bellissimo post :)

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  13. Wow che storia! Grazie per averla condivisa visto che non ho Sky!


    http://lowbudget-lowcost.blogspot.it/2013/01/daily-looks-6.html

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  14. Non sapevo tutta la storia, Balmain un vero veggente. Peccato sia morto giovane per me avrebbe tirato qualche scappellotto ai suoi successori!
    Don't Call Me Fashion Blogger
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  15. Bellissimo post, veramente interessante.

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  16. Bellissimo post! Davvero molto interessante! Io adoro Dior ;)

    Miss Piggy di insanebazar.com

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  17. è sempre una gioia quando facendo zapping trovi queste trasmissioni sulla moda!
    http://namelessfashionblog.blogspot.it/
    http://www.facebook.com/NamelessFashionBlog

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  18. grazie mille, davvero! x

    davvero interessante, poi adoro Dior :)
    bisous x!

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  19. I adore Christian Dior and his designs!!
    gotta follow you!
    xoxo
    straplessandpeeptoesmgj.blogspot.com

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  20. Grazie x essere passata da me,ti seguo !

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  21. Thank you so much for the cute comment on my blog!:) I´m following via GFC now.:)
    xx, Vanessa

    www.piecesofmariposa.blogspot.com

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  22. Christian Dior: un uomo irrinunciabile per tuuuuuutte le donne.
    Adoro.
    Sono una tua new follower!
    kiss from
    www.detailsdestyle.com

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  23. He is such an icon!!! Follow each other?

    www.alifeinthefashionlane.com

    xo

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  24. Che bel post, è un piacere leggere la storia di questo mito della moda!!
    Cmq hai ragione, sky arte è proprio un canale interessante!!

    XOXO

    Marci&Cami

    www.paillettesandchampagne.com

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    GRAZIE!!!!!!!

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  25. Da appassionata di Chanel quale sono ho letto tutto su di lei, ma su Dior (altro stilista che ammiro in maniera assolita) ho letto ancora molto poco, quindi grazie per questo post :) E grazie anche per il commento sul mio blo, ti seguo volentieri! :)

    Vittoria from 5 IN THE MORNING
    http://vittoriafiveinthemorning.blogspot.it/

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  26. Bellissimo post!!
    Io sono già tua follower!
    Buon inizio settimana!

    un bacione,Elle
    http://redischic.blogspot.it/

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Grazie per la visita e il commento!