Japan's calling: la moda dall'altra parte del globo!

Ben ritrovati, fedelissimi lettori di TDM!
Il post di oggi vuole essere un omaggio all'antropologia culturale: la moda in Giappone.
Per chi, come me, adora il Giappone e la cultura nipponica (con tutte le sue contraddizioni così armoniose) la combinazione "Fashion in Japan" è un vero e proprio richiamo.
Come è tipico di tutti i paesi all'avanguardia, anche il Giappone ha un occhio di riguardo per le tendenze e, soprattutto, per la moda, che spesso e volentieri viene osannata come se fosse un idolo da perseguire a tutti i costi.

La caccia all'accessorio all'ultimo grido, l'attenzione maniacale a dettagli, l'eccesso e l'amore per le griffe: questi i concetti cardine. Del resto, sono certa che sia capitato anche a voi di aver visto in giro giapponesi carichi di buste Prada, Chanel e Louis Vuitton (se consideriamo il fortissimo potere economico dello Yen è normale che, visitando la vecchia Europa, si faccia incetta nei negozi d'alta moda).

Se da un lato il Giappone ha delle fortissime tradizioni culturali che comprendono kimono, tè e incenso; dall'altro lato abbiamo l'innovazione che vede il modello occidentale come vero e proprio punto di riferimento a cui ispirarsi.



Serie animata "Gals!"
Moltissime riviste (e, in generale, i mass media giapponesi) mostrano come predominante il "modello occidentale": capello lungo, colorato, con messa in piega o permanente, occhio truccato in modo che risulti più largo e, ovviamente, vestiario "alla occidentale". Tale modello viene copiosamente riportato anche in anime e manga - un esempio per tutti sarà lampante: pensate a "Gals!", serie animata giapponese tratta dal manga di Mihona Fuji che parla di tre giovani ragazze (Ran, Miyu e Aya) appassionate di moda e pronte a tutto per ottenere accessori e abiti firmati.
Il quartiere preferito per fare shopping? Ovviamente, Shibuya!

Ciò che vi è di più interessante nella moda giapponese sono le varie correnti fashion. Le giovanissime fashioniste giapponesi vengono chiamate Kogals, e si suddividono in tre sottocategorie: Ganjiro, Ganguro e Yamanba.

Le Ganjiro sono la tipologia di Kogals meno eccentrica e non troppo lontana dallo stile giapponese.
La Ganjiro solitamente usa i pezzi della propria divisa scolastica ma la abbina ad accessori di griffe (quali borsette o scarpe) e ovviamente i loose socks, ovvero i calzettoni.
Non eccessivamente vistosa, la Ganjiro rimane o con il proprio colore naturale di capelli oppure sceglie colori come il castano chiaro o scuro, e una piega magari mossa. Alcune azzardano uno shatush. Il make up non è eccessivo.




Abbiamo poi le Ganguro, molto più vistose rispetto alle Ganjiro.
Di grande popolarità nell'anno 2000, la Ganguro è una kogal molto abbronzata, dai capelli solitamente molto chiari e con un trucco molto vistoso, solitamente sui toni del bianco o argento (in modo da far risaltare l'abbronzatura).
Inutile dirvi che ci stiamo allontanando dai canoni di bellezza femminile orientali: per questo motivo le ganguro non vengono ben viste né dai mass media né, in generale, dalla gente.



Infine, abbiamo le Yamanba (o manba). Scurissime, eccentricissime, il trionfo del kitsch.
Oltre ad accessori coloratissimi troviamo anche parrucche, piercings e un make up degno del Carnevale di Rio: il termine Yamanba, peraltro, deriva dal nome di una strega mitologica giapponese... e credo che le immagini sottostanti possano farvi capire il perché!


Un ultima nota di colore, questa volta un po' più seria.
La maggior parte delle Kogals, essendo molto giovane, rientra nella categoria studenti o comunque poveri squattrinati privi di reddito (come le comprendo..!).
Considerato quindi che la Kogal si trova spesso nella situazione di volere accessori costosi e di alta moda ma di non poterseli permettere, negli ultimi anni si è sviluppato il preoccupante fenomeno chiamato Enjo Kosai, una sorta di "paraprostituzione".
L'esercizio dell'Enjo Kosai consiste, nella maggioranza dei casi, nel tenere compagnia o accompagnare a cene di lusso ed eventi mondani ricchi uomini di mezza età (quali giudici, medici, uomini d'affari e quant'altro) in cambio di denaro. Ma spesso il semplice "accompagnamento" sfocia in tutt'altro e le giovani ragazze si concedono integralmente. Esistono dei luoghi preposti per l'incontro tra uomo d'affari e giovane ragazza, nonché delle vere e proprie "hotline".
Ciò che più crea più stupore nel fenomeno è la provenienza sociale delle ragazze che si dedicano all'Enjo Kosai: per la stragrande maggioranza, infatti, sono ragazze benestanti di buona famiglia.

Può la ricerca di un accessorio griffato portare a vendere il proprio corpo e la propria dignità? Forse l'esempio giapponese ci saprà far riflettere nuovamente su quelli che dovrebbero essere i limiti e le conseguenze del seguire ciecamente la moda.

E voi che cosa ne pensate? Fatecelo sapere in un commentino qui sotto!
Baci,
- Ste








12 commenti:

  1. Io amavo alla follia il manga Gals!
    Federica

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  2. bel post!!adoro i manga...sotto certi aspetti sembrano venuti da marte..senza offesa,ma li ho visti fare cose che soltanto loro..
    l'ultima questione proposta è veramente seria xò..
    baci

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  3. ma che bel post complimenti!!! bacio

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. Bellissimo post e belle foto!

    http://www.cultureandtrend.com/

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  6. Oh santa pace che post favoloso !!!!!!!! L'ho letto tutto d'un fiato !!!!
    New POST !!!
    EIDESIGN GLAMOUR

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  7. They are really living their fashion to the fullest,,,even living the manga!
    http://sepatuholig.blogspot.com/

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  8. Che bello questo post :) Molte cose le conoscevo ma è comunque interessante!

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  9. Non so perché l'ultima questione mi ricorda qualcosa... che forse sia successo qualcosa di simile anche in Italia??? :/ Comunque complimenti per il post!
    Fabiola

    wildflowergirl
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  10. Carinissimo questo post :D

    http://www.valstyle.com/

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  11. Sono pazzi i giapponesi :)
    Nuovo post sul mio blog! Protagonista… il mio "secondo" abito da sposa!
    Nameless Fashion Blog
    Nameless Fashion Blog Facebook page

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  12. Secondo me è assurdo vendere la propria dignità per denaro, anche se non sono le sole.. purtroppo anche in Italia si sta diffondendo questa abitudine! Non ci sono parole... per il resto, posso dire che mi affascina molto la cultura giapponese e sono un'amante sfegatata della cucina giapponese ;)))

    Miss Piggy

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