Anna who? History of a fashion leader

Buon pomeriggio!
Spesso sul blog ci siamo occupate delle biografie dei fashion designer, questa volta, invece, ho colto l'occasione del sessantacinquesimo compleanno di Anna Wintour per parlarvi di questo personaggio.
E' sicuramente una delle persone più influenti nell'industria della moda e allo stesso tempo uno dei personaggi più discussi e capace di spaccare in due l'opinione pubblica.
O ti piace o non ti piace, non ci sono vie di mezzo!
Dal 1988 è a capo di Vogue America e tante sono le curiosità e le leggende metropolitane sul suo conto, che negli anni hanno contribuito a renderla "chiacchierata" quanto affascinante. Se nel bene o nel male, questo lo lascio decidere a voi!
Il suo stile è inconfondibile: il caschetto color miele è il suo marchio di fabbrica, accompagnato dai grandi occhiali da sole.

Anna Wintour nasce il 3 Novembre del 1949 a Londra e proviene da una famiglia benestante.
Già da piccola si nota la sua caparbietà e il voler  fare sempre le cose di testa sua, infatti decide di abbandonare gli studi accademici per dedicarsi alla vita bon ton di Londra.
Inizia con il frequentare club delle star della musica pop, tra cui i membri dei Beatles e dei Rolling Stones.
Al giornalismo si avvicinerà in parte grazie al padre, veterano della seconda guerra mondiale e editor del London Evening Standard.
La stessa Wintour non ha mai negato le similitudini che la legavano al padre, ormai defunto.
Prima di approdare a Vogue, la giornalista ha lavorato da Harper's & Queen a Londra.
Nel 1976, tra una pubblicazione e un'altra, si trasferisce a New York e qui inizia a lavorare come fashion editor per Harper's Bazaar.
Ancora ventenne lascia HB e viene assunta per Viva, pubblicazione della casa editrice Penthouse.
Dopo una breve esperienza al Savvy, dove ancora ha il ruolo di fashion editor della rivista, nel 1981 inizia a lavorare per il New York magazine.
Sin dall'inzio la Wintour ha fatto sentire il suo senso di stile e l'impronta che voleva dare al giornale.
Nel 1986, due anni dopo essersi sposata con lo psichiatra sudafricano David Shaffer, la giornalista torna a Londra come capo redattore di British Vogue, di proprietà di Condé Nast.
E aveva le idee ben chiare su questo progetto: "Voglio che Vogue sia tagliente e sexy. Voglio che i nostri lettori siano energici, donne dirigenti con i soldi e con un'ampia gamma di interessi. C'è un nuovo tipo di donna là fuori ed è interessata al business e al denaro. Non ha più tempo per fare acquisti. Vuole solo sapere cosa, dove, perché e come".
Le critiche taglienti e la mancanza di pazienza di Anna Wintour hanno fatto in modo di farle guadagnare i soprannomi di "Nuclear Wintour" e "Wintour of our Discontent".
Un secondo restyling verrà fatto nel 1987 con un'altra pubblicazione Condé Nast, Home and Garden, a cui cambiò titolo (divenuto HG) e riuscendo a rifiutare quasi due milioni di dollari per foto e articoli già pagati.
Nonostante le lamentele che le piovevano addosso, i capi della Condé Nast erano molto soddisfatti del lavoro di Anna Wintour, arrivando ad offrirle uno stipendio di più di 200.000 dollari, un assegno annuale di 25.000 dollari per i vestiti e prenotandole i voli Londra-New York in modo che potesse stare con il marito.
Poi qualcosa avvenne... Vogue era ad un bivio. La rivista che dagli anni sessanta era sempre stata la numero uno al mondo, cominciò a perdere terreno. Questo soprattutto per l'avanzare di Elle, che raggiunse una tiratura di 850.000 copie ( Vogue era ferma a un milione e ducentomila copie).
Condé Nast doveva inventarsi qualcosa per reagire e decise di nominare Anna Wintour direttrice di Vogue, facendo così felici anche tutte quelle persone che in passato si erano lamentate di lei.
Le venne lasciata qualsiasi libertà, sia a livello editoriale che a livello finanziario. L'importante era il ripristino del dominio di Vogue.
E qui va detto che la Wintour ha fatto molte scelte coraggiose, nel bene e nel male.
Prima di tutto ha messo fine all'era delle top model sulle copertine, preferendo piuttosto le celebrità. Ci ricordiamo tutti il dramma Kardashian!
Poi, è stata la prima a creare un giusto mix tra moda low cost e lusso. Questo succedeva per quanto riguarda gli articoli all'interno della rivista, ma anche per i servizi fotografici.
Nel novembre del 1988 ci fu il debutto della sua copertina, che vedeva protagonista la modella israeliana di 19 anni Michaela Bercu con indosso un paio di jeans Guess del valore di 50 dollari e una maglietta Christian Lacroix  tempestata di pietre per il valore di 10,000 dollari.
Una copertina che rompeva le regole, così diversa da quelle precedenti in cui le modelle erano truccate e piene di gioielli! Questa era semplice, il vento tra i capelli e gli occhi chiusi della modella.

Anna Wintour e gli stilisti 
Ha aiutato a rendere noti Alexander McQueen e Marc Jacobs. Per quanto riguarda Jacobs, in un momento in cui lo stilista era a corto di soldi, lady Wintour ha persuaso Donald Trump a lasciare a Jacobs una sala disponibile per la presentazione della sua collezione.
 Se non fosse stato per lei, John Galliano non sarebbe mai stato assunto da Christian Dior.
"Fui rassicurato da Anna su cosa John fosse capace di fare e allora mi presi il rischio", afferma Bernard Arnault.
Anna Wintour ha un debole per gli stilisti americani, si sa, e a tal proposito ci ricordiamo tutti la polemica di quest'anno con Armani.
Anche Krizia e Cavalli l'hanno accusata di snobbare la moda italiana (solo Miuccia Prada rientra nella sua lista dorata).
Ad ogni fashion week milanese la Wintour pretende e ottiene che i giorni di sfilate vengano ridotti da sette a cinque o tre per non dover rimanere troppo a lungo nel capoluogo lombardo.
Cavalli fa notare che a Parigi Christian Dior e Louis Vuitton ignorano le sue folli richieste di accorciare i giorni della FW e questo dovrebbero farlo anche i suoi colleghi italiani.
Insomma, Anna, non sei Dio sceso in terra! E con questo probabilmente mi sono giocata lo 0,00000000 % di poter un giorno lavorare per Vogue!
Anna Wintour e le controversie
Abbiamo parlato delle polemiche con gli stilisti, mancano però quelle che riguardano Oprah Winfrey e Hillary Clinton.
La Wintour è abbastanza ossessionata dal peso, tanto da "obbligare" Oprah Winfrey a perdere almeno venti chili, altrimenti per lei niente copertina.
Lo stesso Andrè Leon Talley, braccio destro della direttrice, ha affermato che la Wintour non sopporta le persone sovrappeso.
A chi l'accusa di privilegiare modelle scheletrice e promuovere un modello di bellezza sbagliata, lei risponde risponde che in America è l'obesità ad essere una piaga sociale e non l'anoressia e che invece di soffermarsi troppo su quest'ultima bisognerebbe promuovere interventi contro i disturbi da sovra-alimentazione e a favore dello sport.
Concordo con lei sulla questione obesità in America, infatti anche lady Obama ne ha parlato moltissime volte e sta facendo in modo di debellare questa malattia alla base, promuovendo diete nella mensa scolastica e divulgando il più possibile informazioni di cui non tutti sono a conoscenza.
Fin qui ci siamo, ma resto in totale disaccordo sull'anoressia, di cui si continua a parlare troppo poco e troppo spesso a sproposito.
Nel 2008 quando Hillary Clinton ha snobbato Vogue, reo (a suo dire) di renderla troppo femminile e quindi di minare le sue ambizioni presidenziali, la Wintour le rispose con una lettera di fuoco sulla rivista.
"La nozione che una donna contemporanea debba apparire maschile per essere presa sul serio come aspirante al potere francamente è desolante. Questa è l'America, non l'Arabia Saudita. E siamo nel 2008. Margaret Thatcher poteva essere favolosa in un rigido completo blu, ma 20 anni fa. Credo che gli americani abbiano superato la mentalità del power-suit.".
Anna Wintour diceva: "Tutti sognano di finire sulla copertina di Vogue. Nessuno mi ha mai detto di no".
 Ebbene, c'è stata una prima volta! Quella che poteva essere la prima First Lady su copertina Vogue, ha detto di NO!
Altro problemuccio è quello che riguarda le pellicce, di cui la Wintour è appassionata, in particolare quelle di Chanel e Fendi.
Per questo motivo è stata spesso presa di mira dagli animalisti che all'uscita delle sfilate le hanno lanciato uova, vernice e altro.
Questo non l'ha scalfita minimamente, predica ancora l'amore per la pelletteria ma ora viaggia con la scorta, per evitare nuovi attacchi di protesta.
Anna Wintour e qualche curiosità
Durante la gravidanza non ha rinunciato all'eleganza e ha fatto accomodare gonne e vestiti Chanel, che era solita indossare prima di rimanere in stato interessante.
E' una grande appassionata di tennis, il suo atleta preferito è Roger Federer.
La Wintour si sveglia prestissimo per praticare sport, poi si reca in ufficio e va a dormire alle dieci.
Mangia molto poco (e si vede!) e adora i cappuccini di Starbucks.
Ai party e agli eventi va giusto per i saluti, considerato che resta massimo quindici minuti.
Quello che più la spaventa? I ragni!
Non la vedrete mai vestire in total black. 
Il suo libro preferito è "Orgoglio e Pregiudizio" di Jane Austen, il telefilm che ama è "Homeland".
Odia l'oroscopo e la parola che vorrebbe bandire dal campo della moda è: "journey".
""""""""""""""""""""Pare"""""""""""""""""""" che "Il diavolo veste Prada" sia ispirato a lei. Il libro, infatti, è stato scritto da Lauren Weisberger (ex assistente della Wintour).
Nel 2009 è uscito "The September issue", documentario che ha seguito per mesi le vicende della nostra Anna Wintour.

Prima di concluedere questo che potrebbe essere diventato il papiro più lungo della storia internauta, vi lascio un po' di immagini dei look recenti della direttrice di Vogue:

Lasciatemi però dire che il mignolino che fuoriesce dal sandalo non è il massimo della chiccosità! :D
E voi che idea vi siete fatte su questo personaggio così chiacchierato? Vi piace il suo stile?
Aspetto i vostri commenti!
*Sara
NB (scusate l'orario, questo articolo è stato un parto!)





42 commenti:

  1. Ti dirò Sara, tanto di cappello per ciò che è riuscita a fare, ma mi sembra un tantino "fuori di testa"... forse sarebbe il tempo giusto per una doratissima pensione...
    Un abbraccio
    TruccatiConEva
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  2. Ciao Sara! Eh, che parto, complimenti sei stata bravissima! Guarda, io un'idea chiara su di lei ancora non l'ho, è forse troppo "personaggio" ed è anche tanto chiacchierato ed esaltato, in bene ed in male. Mi sfuggiva fosse nata a Londra, mi ha sconvolto quello che ha "consigliato" ad Oprah, mi è piaciuta però la sua replica ad Hillary Clinton. Ahah, quel mignolino fa anche un pochino impressione!:P Un abbraccio e buona serata!:** <3

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  3. Anche il mio libro preferito è "Orgoglio e Pregiudizio", a parte questo, non credo di avere nulla in comune con questa talentuosissima tiranna. Come al solito le tue biografie sono curate e ricche di notizie interessanti lontane dai soliti gossip!

    Fall must have on lb-lc fashion blog
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  4. Le si può dire tutto ma il suo stile non si discute! Mignolo che viene fuori dai sandali a parte...
    Un bacio.

    www.myurbanmarket.net

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  5. è glaciale..l'ho vista ad una sfilata l'anno scorso, il mio ragazzo l'ha salutata ed accolta lei neanche un cenno con il viso..
    ottimo post

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  6. Sicuramente una donna decisa e con un grande carattere, oltre che con indubitabile stile... Ma non mi sta precisamente simpatica, è un po' troppo glaciale per i miei gusti!

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  7. Abbiamo lo stesso libro in comune...egli stessi vestiti...ma a parte gli scherzi, mi piacerebbe riuscire ad avere il suo talento :)

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  8. Bellissimo questo post, ci sono tante cose che non sapevo sulla Wintour ! Io vado a dormire tardissimo e quando mi alzo la mattina penso a tutto tranne che allo sport...forse per questo non avrò mai il suo successo ? Però odio anche io i ragni ! Ahahah :) Un bacio

    Fashion and Cookies
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  9. La amo, punto! Immaginavo che il libro fosse ispirato a lei, la rivedevo proprio in quelle "vesti" ;)

    http://www.thefashionprincess.it/

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  10. Fantastico post! Molto interessante (:

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    1. PS: riguardo al mignolo ti appoggio pienamente, ORRIBILE!

      (:

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  11. Non sarebbe dov'è ora senza quel caratterino!
    Bacioni!
    Passa a trovarmi VeryFP

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  12. Una donna di carattere e super stilosa... a me piace!!!!
    Bel post cherie!

    Kisses, love Paola.

    Expressyourself

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  13. Sicuramente un'abile career woman, ma onestamente c'è bisogno di un riciclo nel settore. Lei e Sozzani devono lasciare spazio, giustamente, a giovani appassionate e ambiziose, loro ormai sono arrivate e possono godersi il meritato guadagno e riposo :)

    Arianna, Nymphashion ♡

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  14. Ho visto tante interviste con lei e mi ha fatto un'ottima impressione, sembra una donna intelligente, forte e ha anche uno stile perfetto (a parte forse le scarpe che sono sempre le stesse). Condivido anche il suo modo di pensare, specialmente la risposta a Hillary Clinton. La copertina con Kim Kardashian però non ci voleva...

    Bella Pummarola

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  15. Non avevo ide aavesse obbligato Oprah a perdere 20 kg.. da non credere!
    Fabrizia - Cosa Mi Metto???

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  16. she is the fashion diva!

    Ewelina
    xoxoxoxo
    chiclifestyleofewelina.blogspot.com

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  17. E' un personaggio eclettico e sicuramente brillante... Per farsi strada come ha fatto lei c'è bisogno di una grande testa!!! Io apprezzo molto anche il suo stile... unica nota stonata le pellicce... le detesto con tutta me stessa :-)

    The Princess Vanilla

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  18. conosco bene la sua storia e ho ascoltato moltissime sue interviste. Ne apprezzo la serietà e l'onesta intellettuale. Ammiro anche il suo riuscire a stare fuori dai riflettori e a non puntare a colpire e stupire come altre direttrici di Vogue (ADR?).
    xxx
    mari
    www.ilovegreeninspiration.com

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  19. Una donna che ha fatto storia e continua a scriverla!
    www.agoprime.it

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  20. Allora porta quel taglio di capelli da sempre! hahaha
    Ovviamente è una gran donna che ha saputo portare Vogue dov'è ora!
    Bellissimo post!

    http://thinkmauve.blogspot.it/

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  21. un grande personaggio con carattere! penso che con la determinazione non sarebbe arrivata dov'è oggi..Vogue grazie a lei è quello che è oggi. bellissimo questo post, complimenti
    baci

    www.mammaaltop.com

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  22. Bè non posso dire che mi stia simpatica e non credo che lavorerei mai per una come lei (che voglio dire, ok i soldi, ok il prestigio, ma la salute mentale prima di tutto...), però non posso negare che la ammiri per stile e carattere: si è battuta per le sue idee senza remore ( e forse è anche per questo che oggi ha quel caratteraccio) e si è dimostrata capace e determinata!
    Però personalmente non vorrei mai esser come lei!^^
    Baci!
    S
    http://s-fashion-avenue.blogspot.it

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  23. io la invidio da morire, è riuscitissima
    buon giovedì
    un abbraccio
    http://tr3ndygirl.com

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  24. Sara questo è il mio post preferito in assoluto oggi.
    Io la ammiro molto e non aggiungo nient'altro, il tuo articolo è unico.
    Un bacione
    Maggie Dallospedale Fashion diary - Fashion blog

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  25. Ho ripassato con piacere la storia della Wintour, non sapevo del rifiuto della Clinton e concordo con la risposta di Anna che, mignolino a parte, è una vera icona di stile! Il tuo commento sul mio post di lunedí mi ha fatto commuovere. La stima è reciproca lo sai. Non ci siamo piu sentite per bene, dobbiamo rimediare.

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  26. io la adoro, mi piacerebbe avere il suo temperamento!
    www.alessandrastyle.com

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  27. secondo me dovrebbe darsi una regolata!! ok che è la direttrice di Vogue.. però non sei Dio sceso in terra!! smontati!!

    http://fashi0n-m0de.blogspot.it/

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  28. Grazie lady wintour per marc Jacobs!

    www.elisabettabertolini.com

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  29. Sempre bella la sua storia. Ispira, proprio come lei. Un bacio grande

    http://www.fiammisday.com/

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  30. Ma sei stata bravissima a scrivere questo post, alcune cose non le sapevo proprio :) Tanto di cappello per dove è arrivata, mi dispiace solo per il mignolo ;)
    Baci,
    Chiara
    My Accessories World

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  31. Che dire: una donna unica!
    Marina
    http://www.maridress.blogspot.it/

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  32. buon week end cara!!!

    http://www.thefashionprincess.it/

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  33. buon week end cara!!!

    http://www.thefashionprincess.it/

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  34. Onestamente ti avrei letta per altre mille mila righe, un articolo interessantissimo! Recentemente ho visto il film The September Issue e ho conosciuto una nuova prospettiva della Wintour, una donna che sa cosa vuole e non scende minimamente a compromessi. Personalmente non riuscirei mai ad essere così rigida, ma allo stesso tempo credo che questa fermezza sia la chiave del suo successo. Non saprei dirti se "la amo o la odio", ancora non ho deciso :D ...quel che è certo è che provo grande stima per lei.
    Certo non sapevo del suo odio verso Milano e questo mi lascia un po' perplessa.
    Un abbraccio cara
    Diana
    The Spiral D
    Facebook page

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  35. ha senz'altro una grande personalità, è persuasiva, ha una presenza che può mettere in soggezione.
    personalmente non la amo nè la odio.
    flò

    http://lafloppola.blogspot.it

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  36. Lei è una di quelle donne da cui trarre esempio!Ha ottenuto ciò che voleva e lo ha fatto con stile e decisione,con preparazione e senza mai retrocedere!Grande donna!
    P.S.Nuovo post da me,se vi va passate,vi aspetto!
    Baci baci C.
    http://fashionismyonlygod.blogspot.it/

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  37. Una biografia completa e dettagliata. La Wintour è sicuramente uno dei "personaggi" più controversi della moda. Io la adoro! Ma non apprezzo la sua avversione per la moda italiana e il suo voler decidere per gli altri (ad esempio l'idea di accorciare il calendario di sfilate milanesi). Per la questione "mignolino" fossi in lei chiederei a Manolo Blahnik di adattare il sandalo al suo piede... Tanto lei può tutto!
    X s

    http://piccolipensieridistile.wordpress.com

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Grazie per la visita e il commento!