Laura Biagiotti - Il Giubileo dell'eleganza

Buon pomeriggio!
Quando si parla di moda italiana non si può non pensare a lei, per questo oggi, attraverso le mie parole, cercherò di raccontarvi la sua bellissima storia.
Di chi sto parlando? Della Queen of Cashmere, Laura Biagiotti, fondatrice dell'omonima casa di moda che ha da poco festeggiato i cinquant'anni di stile, eleganza e successi. Un modello sano di made in Italy da prendere ad esempio.

Laura Biagiotti nasce a Roma il 4 Agosto del 1943 e studia archeologia cristiana alla Sapienza, che poi abbandonerà per dedicarsi completamente all'apprendere il più possibile dalla madre Delia, proprietaria di un atelier di alta moda in via Salaria.
Durante gli anni sessanta la designer produce abiti che si rivolgono soprattutto a donne benestanti e belle, ma questo non la soddisfava appieno. Afferma: "Dal momento che non ero né bella, né ricca, volevo creare qualcosa che io stessa potessi permettermi".
Nel 1965 insieme a Gianni Cigna fonda la Biagiotti Export, il cui scopo era quello di sostenere la madre e svolgere attività di esportazione verso i paesi esteri, in particolare Stati Uniti e Germania. E' soltanto in seguito che nascerà il marchio di proprietà.
Un'altra data da tenere a mente è il 1972, quando nella Sala Bianca di Palazzo Pitti viene presentata la prima collezione prêt-à-porter ispirata ai marinai, ed è qui che la designer si impone all'attenzione della stampa e dei media. Dietro ad ognuno di questi abiti presentati si noteranno da subito le tracce del suo trascorso: l'infanzia a contatto con il bello dell'architettura e della pittura (di cui il padre era appassionato) e gli studi classici che, pur avendo lei preferito i merletti alle catacombe, le hanno lasciato tuttora la curiosità e la sete di cultura.
Un tassello importante nella costruzione dell'impero Biagiotti è dato dall'acquisizione del castello Marco Simone (1976), all'epoca non più di un rudere, che la stilista ha restaurato con pazienza insieme al marito Gianni Cicogna, portando alla luce incredibili affreschi cinquecenteschi e colonne romane. Adesso è lì dove si trova l'headquarter della designer.

Da Firenze le sfilate si spostano a Milano, ma il risultato non cambia: Laura Biagiotti conquista anche le passerelle milanesi. Gli altri nomi eccellenti sono Missoni, Krizia e in seguito Armani, Versace e Ferrè. Erano tutti talmente amici da decidere il calendario telefonicamente, senza polemiche. Da questo punto di vista è impressionante vedere come la moda si sia evoluta.
Un altro importante traguardo raggiunto è il fatto che Laura Biagiotti sia la prima stilista italiana ad aver sfilato nella Cina comunista. Siamo nel 25 Aprile del 1988 e a Pechino la stilista presenta 30 modelle con indosso le sue creazioni più significative.
Un'altra sfilata storica è quella del 5 febbraio del 1995, quando le si spalancheranno le porte del Teatro del Cremlino, ed anche qui la Biagiotti arricchisce il suo palmares: è la prima stilista italiana a sfilare in Russia.
Parte del successo della designer è dovuto all'uso magistrale del cashmere, presente sin dalla prima collezione, non più capo prettamente maschile, non più rigido come quello inglese ma piuttosto un filato reso soffice quanto una nuvola di zucchero filato. Questa abilità le valse il soprannome di "Queen of Cashmere" affibbiatole dall'illustre New York Times. Bernadine Morris, giornalista di moda, disse che preferiva i maglioncini in cashmere di Laura Biagiotti ai gioielli. Questo filato prezioso "che si trova vicino al cielo", afferma la stilista, proviene da dei rari esemplari di capra che popolano gli altipiani della Mongolia (a circa 4500 metri di altezza).
Non solo maglieria e trecce, tra i punti cardinali del brand ci sono anche il bianco e l'abito bambola. Quest'ultimo è presente in ogni collezione, anche se rivoluzionato e presentato in materiali diversi. E' un tipo di abito dinamico dalla forma trapezoidale, che si adatta ad ogni tipologia di donna, ed è stato pensato tenendo a mente la comodità e la qualità.
Per quanto riguarda il colore, oltre al blu Armani e al rosso Valentino, non possiamo non pensare al bianco Laura Biagiotti. Una tonalità di cui lei parla così:  "Il bianco per me è più di un colore: è una corrente di pensiero per interpretare e vivere il contemporaneo. Il mio bianco viene da lontano: un appassionato di esoterismo mi ha raccontato una volta che in un'altra vita io ero stata una religiosa. In effetti subisco il fascino della magia e questo colore è ricco di energia positiva, è il colore delle fate. Cerco di trasmettere anche agli altri, attraverso i miei abiti, questo minimo messaggio estetico di serenità che ho ritrovato per me stessa. Ho disegnato intere collezioni bianche e molti chilometri di lino bianco e di filo di cashmere bianco si sono dipanati fuori dal castello di Marco Simone per regalare un piccolo sogno negli angoli del mondo".

Oltre alle collezioni prêt-à-porter, la linea Biagiotti Dolls, occhiali, borse, foulard, scarpe e biancheria per la casa, una parte importante del brand è data dai profumi. Non tutti sanno che Laura Biagiotti è un'appassionata collezionatrice di profumi del Novecento, in particolare quelli di Schiapparelli.
La designer cerca sempre di dare alle sue creazioni un legame individuabile con l'arte: è il caso della colonna color cipria del profumo "Roma" o dei vetri di Murano e le cupole di San Marco del profumo "Venezia".
Si può dire che l'impero Biagiotti sia stato costruito sulle fondamenta di tre grandi donne: Delia, Laura e la terza generazione rappresentata da Lavinia.
Quest'ultima è la figlia di Laura Biagiotti e Gianni Cigna, ed è entrata nel Gruppo all'età di 18 anni. Dal 2003 Lavinia si occupa della linea junior Dolls e dal 2007 è vicepresidente del Biagiotti Group.
Condivide con la madre Laura l'amore per l'arte e l'attenzione all'etica del "verde" (vi avevo parlato un po' di tempo fa degli occhiali bio).
 Oltre ad ammirare questa casa di moda e il suo women power, ricordo qui la citazione della stilista: "Lo stile Laura Biagiotti è lo stile da una donna, per le donne", devo dire di apprezzare molto la figura della stilista. Una donna pacata ma dai modi decisi: ad esempio, ricordo quando nel caso della polemica Wintour, disse: Avevo scelto il lunedì e di lì non mi muovo".
Ho avuto modo di seguire anche una sua breve intervista a "La vita in diretta" e mi ha intenerita il modo in cui parla della bravissima e splendida figlia Lavinia.
Con questo articolo ho voluto farvi conoscere nel dettaglio la sua storia, i primi cinquant'anni di questa importante casa di moda completamente made in Italy.
Augurando ancora tantissimi anni di successo all'impero Laura Biagiotti, vorrei sapere le vostre opinioni!
*Sara





9 commenti:

  1. Ho scoperto tante piccole cose che non sapevo di questa grande donna e del suo brand! Bellissimo post ... Non deludi mai ;-)

    XoXo
    Mary
    New Post-> http://www.modidimoda-mapi.blogspot.it/2015/10/una-stanza-dalbergo-una-capsula-del.html

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  2. Mi son persa la sua sfilata a Milano e sto ancora piangendo... una grande designer!!!
    Kisses, Paola.

    Expressyourself

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  3. La storia delle nostre maison è sempre affascinante. :)

    www.thepeterpancollar.com

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  4. adoro questo tipo di post..mi piace leggere la storia che c'è dietro le grandi firme..dietro i loro fondatori..sono stupende le vecchie foto fatte in giro per il mondo..io adoro i suoi abiti.
    se ti va passa da me nuovo post..

    http://fashionsoulbys.blogspot.it/

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  5. non sapevo molte cose, è una stilista che ho sempre apprezzato!
    www.alessandrastyle.com

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  6. bellissimo questo post, complimenti!

    http://www.thefashionprincess.it/

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  7. Eleganza e raffinatezza pura! Cerco di non mancare mai alle sue sfilate, adoro la Biagiotti!
    Un bacione e buona domenica!
    Passa a trovarmi VeryFP

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Grazie per la visita e il commento!