Il Duca camaleontico: David Bowie e lo stile dei suoi alter ego

Buon pomeriggio! Come state?
So che vi aspettavate un mio post sui look indossati in occasione dei Golden Globes, ma ho deciso di saltare e rendere omaggio ad un artista immenso, David Bowie.
Sì, lo so, gli articoli sul cantante in questi giorni si sprecano, ognuno che vuole dire la sua, non senza polemiche. Come al solito, c'è chi accusa "ora si riscoprono tutti fans", chi ironizza "e noi abbiamo ancora D'Alessio" e chi semplicemente pubblica un video, una foto o posa un fiore sotto ad un murales. Io, come sempre, sono per la filosofia: "vivi e lascia vivere", sono rimasta neutrale per quanto riguarda il film di Zalone, la fine del matrimonio del secolo [cit.] e non mi sono intromessa neanche in questo caso, se non postando una canzone di Bowie che adoro.
Tante volte ci siamo occupate dello stile delle star (io ho anche una rubrica di questo tipo) e considerato che quando si pensa al camaleontismo e alla capacità di trasformarsi non si può non pensare anche a Bowie, ho deciso di ripercorrere l'evoluzione di questa style icon

Solo tre anni fa la BBC posizionò l'artista sul gradino più alto del podio come il britannico meglio vestito di tutti i tempi, precedendo nientepopodimeno che la regina Elisabetta.
Come viveva la moda David Bowie? Possiamo dire che considerava gli abiti un mezzo d'espressione, uno strumento di comunicazione spesso portato all'estremo. Non c'è stato niente che lui non abbia sperimentato: dalle sopracciglia rasate, al viso pitturato come quello di un mimo, dai completi eleganti alle tutine striminzite.


Nel periodo giovanile Bowie aveva adottato uno stile preppy da British gentleman, composto da completi seriosi ed eleganti. 
 

Nel raccontarvi dell'evoluzione stilistica di Bowie non si può non far riferimento ai diversi personaggi immaginari creati dal cantante.
Il primo carattere, nato nel 1971 e abbandonato subito dopo nel 1973, fu l'androgino Ziggy Stardust.
Nel rappresentarlo sul palco l'hair dresser Suzy Fessey scelse per l'artista una tonalità arancione, ottenuta grazie ad una tinta proveniente dalla Germania e perossido.
I costumi indossati erano soprattutto tute con una sola manica e costumi glitterati, realizzati dallo stilista giapponese Kansai Yamamoto, mentre il trucco era opera di Pierre La Roche.




Aladdin Sane è un altro personaggio creato dalla mente fantasiosa di Bowie. A differenza di Ziggy, il trucco utilizzato per rappresentare Sane consisteva nel celebre fulmine a zig zag, adesso utilizzato anche nelle immagini profilo di facebook, che solcava il viso dell'artista. 
Difficile dire come sia nata in realtà quest'idea, ci sono diverse versioni. Le più gettonate sono quelle che vogliono che l'ispirazione sia nata da un simbolo presente in un piccolo fornetto elettrico presente nello studio di registrazione. L'altra versione, forse la più accreditata, si ricollega al fatto che negli anni precedenti Bowie era apparso sul palco con un costume con un fulmine ritratto. Ecco quindi che Pierre La Roche propose di usare questo simbolo sul viso del cantante e l'idea convinse proprio tutti!  





Abbiamo così visto come boa di piume e zeppe non lo spaventassero, anzi il cantante era solito indossare anche capi e accessori femminili, come questi orecchini chandelier.



Bowie fu un trendsetter capace d'influenzare la moda e anche il mondo beauty. Tra le influenze che il cantante ha avuto sui cosmetici, ci sono lo smalto e l' acceso ombretto azzurro su palpebra e zigomi.




Nel 1974 Bowie si trasferì in America, dove venne a contatto con il mondo funk. Abbandonò l'alter ego Ziggy e creò il pirata spaziale Halloween Jack, a primo impatto simile a Stardust.
A differenziarli era la toppa sull'occhio.


A partire dal 1975 Bowie abbandonò i lustrini e i capelli arancioni, ed introdusse il suo ultimo personaggio, il duca bianco (1976), nato durante una dipendenza da droghe e a causa di un'ossessione del cantante per il terzo Reich e Hitler. Si trattava di un'eleganza di tipo minimalista, composta da camicia bianca, gilet e pantaloni neri. La presenza d'indumenti scuri indicava simbolicamente anche la continua lotta contro l'abuso di sostanze stupefacenti.
La carnagione del cantante era pallidissima, non grazie al trucco, ma a causa dell'uso della cocaina e per le poche ore di sonno e lo scarso nutrimento. 


 

Dal 1977 Bowie si trasferì in Germania per cercare di disintossicarsi dalle droghe, in quel periodo è così che si presentava:


Ecco ancora Bowie trasformarsi negli anni '80:




Giacche fantasiose, pantaloni a righe e petto scoperto negli anni '90:




Giacche floreali e cappotti oversize a partire dal 2000:





Abbiamo quindi visto come lo stile di Bowie si sia evoluto nel corso degli anni e allo stesso tempo abbiamo ammirato  la capacità del cantante di essere eclettico quanto sorprendente e credibile.
Non vi ho ancora parlato però di quanto i personaggi del mondo della moda fossero influenzati dalla sua figura, e non sto parlando di Gaultier che aprì una sfilata con le sue canzoni.
Gli stilisti si sono spesso ispirati agli outfit da lui indossati sul palcoscenico, basti pensare a Givenchy nel 2010 e a Lanvin nel 2011.
Balmain inserì un completo di Ziggy Stardust nella sua collezione.
 


Givenchy 2010

Nel 1996 Bowie entrò in contatto con il neolaureato Alexander McQueen, allora uno sconosciuto.  I due iniziarono una collaborazione, che portò lo stilista alla creazione del famoso cappotto con l'Union Jack.


Come se non bastasse, Bowie ebbe un cameo nell'esilarante Zoolander del 2001. Nel ruolo di sé stesso si è trovato a giudicare una sfilata tra Derek e Hansel.



Nel 2014 Bowie fu testimonial, insieme alla modella Arizona Muse,  per la campagna pubblicitaria di Louis Vuitton.

E ancora, Kate Moss si è vestita come Bowie in ben due copertine di Vogue, e una terza volta nel 2014 per  ritirare un premio a lei dedicato scelse d'indossare un costume di Ziggy.



Più di chiunque altro, l'anticonformista Bowie ha portato l'androginia ad un livello mainstream e ha insegnato alle persone a non nascondersi e a non aver paura di esporsi. Le barriere si possono abbattere, dobbiamo aprire le nostre menti e fregarcene dei giudizi altrui. Osiamo, indossiamo i colori, non chiediamo mai come ci stia un determinato indumento o una tinta, se ci piace indossiamolo!
Le zeppe, i glitter, i pantaloni rosa non sono solo per le donne e i completi non sono solo per gli uomini.
Bowie, nato nel 1947, non ha mai avuto paura di farlo. 
*Sara 

3 commenti:

  1. Un artista immenso, proprio come tu dici!
    Bellissimo questo post x rendergli omaggio... R.I.P. David.
    Kisses, Paola.

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  2. Ciao Saretta! Era un grande dallo stile eclettico e camaleontico. Io comunque lo ricorderò sempre come re dei Goblin in Labyrinth, mio film preferito di sempre! Un bacione grande e buonanotte!:**<3

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  3. Ciao Saretta! Bellissimo articolo, interessante e ricco di spunti!
    Bowie è stato senza dubbio un personaggio unico con un carisma ed una personalità fuori dal comune (Labirinth è un film fantastico), bisogna però anche ammettere che ha vissuto gli anni più creativi e liberi del 1900!
    Sono anni nei quali sono emersi moltissimi personaggi (da Andy Wharol a Madonna a Michael Jakcson...) che hanno segnato un'epoca: insomma, indubbiamente lui ha avuto carattere e originalità, però si è anche trovato un contesto che gli ha permesso di esprimerli al massimo! :)
    Baci!
    S
    http://s-fashion-avenue.blogspot.it

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