The Evolution of Barbie #Fashionistas2016

Buonasera e ben ritrovati sul blog!
Qualche tempo fa la magnifica Sara vi aveva parlato dell'evoluzione fashion di Barbie (qui l'articolo).
A seguito di importantissime modifiche intervenute negli ultimi mesi, oggi sono qui per parlarvi dell'evoluzione "socioculturale" della bambola più desiderata di sempre (quando ero piccola ne avevo ben trentatrè. Mia madre può confermare).


Se pensate che i giocattoli siano semplici svaghi, vi consiglio di andare subito a prendere un libro di psicopedagogia.
Senza addentrarmi in campi che non mi competono, vi basti sapere che attraverso il gioco il bambino scopre il mondo, comincia a concepire e a capire certi elementi (concreti ed astratti), si identifica e sviluppa le proprie facoltà psicocognitive. Il bambino che gioca è un bambino felice, così sostengono i migliori psicologi dell'età infantile (uno su tutti: Jean Piaget). 
Il gioco, inoltre, è un importantissimo veicolo di informazioni a carattere semplificato-stereotipato, tant'è vero che gli studiosi della teoria gender hanno iniziato a considerare la possibilità di mettere da parte l'uso di giocattoli "per maschi" (macchinine, armi, ecc) e "per femmine" (cucinine, bambole, ecc), e ciò per evitare una crescita "indottrinata" in ruoli sessuali predefiniti.
Insomma, i giochi sono un affare importante. E Barbie questo l'ha capito bene: dimenticate la perfetta bambola bionda dagli occhi cerulei, Barbie ora abbraccia altre realtà, altre culture, altri modi di essere.



Con la linea "Fashionista 2016", Barbie crea nuovi body tipes e aumenta la gamma di carnagioni: si parla di 4 diverse silhouette (tra cui anche le curvy), 7 tonalità di carnagione, 22 colori degli occhi e 24 pettinature.
Siamo davanti al trionfo della varietà e, soprattutto, della scelta: un cambiamento che molti si aspettavano e che tanti altri, tuttavia, hanno aspramente criticato.


Sì, avete capito bene: critiche feroci, tanto che il "Barbie issue" si è guadagnato la copertina di Time e un bel reportage sull'impatto che le nuove forme della bambola hanno avuto sulla concezione di bellezza in America.
Per capire la portata del problema (non solo americano) vi basterà vedere i commenti nella pagina Facebook ufficiale: si va da "oh, hanno fatto la Barbie chiattona!"; "ma che palle questo politically correct ovunque"; "eh ma Barbie era l'incarnazione dell'ideale di bellezza, adesso ricalca la donna comune" a tante altre amenità che non voglio riportare per rispetto alle mie sinapsi.
Più che altro fa sorridere l'idea che Barbie = ideale di bellezza, perché chi ha provato seriamente ad emulare la bambola è uscita così (Valeria Lukyanova, per i poco esperti):


E scusate, a me al massimo ispira inquietudine (altro che bellezza).
Ben venga, quindi, il cambiamento che si ispira alla realtà concreta. Da questo punto di vista Barbie è sempre stata azienda innovatrice: quando i ruoli sociali imponevano la donna come "moglie e madre", Barbie arrivava con mestieri concepiti come tipicamente maschili quali l'astronauta, il dottore, il meccanico di Formula 1 e così via.
Non siamo tutte principesse o fatine: tutto è possibile, quindi anche tu - cara la mia femmina - apri un libro e studia, che puoi diventare quello che ti pare e piace. Se vuoi puoi diventare mamma, altrimenti puoi diventare Samantha Cristoforetti. Ma puoi anche diventare entrambe: è questo il bello della scelta. 
Imagine the possibilities.

 

Da un'azienda così all'avanguardia era ovvio che prima o poi sarebbe arrivato un cambiamento inerente all'aspetto estetico.
Non sono mancate le autorevoli opinioni contrarie: qui un articolo su Donna Moderna "Perché non regalerò mai un Lego in carrozzella (o una Barbie Curvy)", qui addirittura uno studio delle reazioni delle bambine alle nuove bambole. Ma - come sostiene l'autorevole CEO dell'azienda di bambole - "haters gonna hate", quindi i vertici e i creativi si aspettavano chiaramente delle reazioni contrastanti.
Una delle opinioni maggiormente plausibili (non quelle da scimmiette sbattipiatti, per capirci) è che la nuova evoluzione di Barbie serva a compiacere più gli adulti che i bambini.
Sì, può essere. Non lo nego ma - a un certo punto - poco importa. Chiarito che il gioco "non è solo gioco" è assolutamente auspicabile che la tolleranza e la cultura della diversità siano ricalcate in oggetti destinati ad esseri umani nel pieno delle loro capacità di apprendimento. 
Non sono così ottimista nel dire che questi nuovi modelli possano sconfiggere il bullismo o il razzismo, ma perché non dare fiducia ad un'iniziativa così concreta, così realista?
Forse tra qualche anno verrà dimostrato l'effetto benefico di questo cambiamento, o forse verrà confermata l'assoluta inutilità nell'economia globale del mondo. Per quanto mi riguarda, io approvo con grande favore a questa novità... soprattutto per la vastissima scelta.
Vi lascio quindi con qualche immagine dei nuovi modelli:






E voi che ne pensate? Qual è la vostra Barbie preferita?
Fatemelo sapere con un commento qui sotto!
Baci,
-Ste

5 commenti:

  1. Ti dirò, dopo una fase iniziale di grande scetticismo ho capito che la strategia di Marketing non è del tutto sbagliata, ma decisamente "realista". Che ben venga l'evoluzione socio-culturale nel trionfo della varietà... anche se la mia Barbie con la quale sono cresciuta, simbolo di perfezione, un pò mi mancherà... staremo a vedere!!!
    Kisses, Paola.

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  2. Di certo l'innovazione è il segreto per il continuo successo, ma per Barbie invece l'essere rimasta fedele a sè stessa era il segreto per sbaragliare la concorrenza. Onestamente, non condivido questa scelta.

    http://emiliasalentoeffettomoda.com/matrix-biolage-fiberstrong-opinioni/
    grazie
    Mari

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  3. Condivido il pensiero di Marianna nel commento qui sopra! Non mi convince molto, sono sincera.
    Bacioni!
    Passa a trovarmi VeryFP

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  4. Ciao Ste! Guarda io sono d'accordo su quello che hai scritto, sul messaggio lanciato e l'effetto benefico che si potrebbe ottenere così ma purtroppo secondo me è solo una strategia di marketing, più per gli adulti che per le bimbe. Se fossi stata bambina non l'avrei vista come più reale ma strana!:P Un bacione e buonanotte!:*

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  5. Ciao Ste! :) Guarda io sono dell'opinione che tutta sta manfrina serva solo a tentare di far riguadagnare terreno ad un giocattolo che non rende più come un tempo, e per farlo hanno sfruttato l'unico canale a cui gli altri competitor di giocattoli non si sono rivolti, ovvero i genitori.
    Insomma è da quando esiste l'uomo che tutte le bimbe (e le donne) sognano la bellezza ideale, pensa alle Fate, alle Dee alle principesse, ecc. non è che siano mai state raffigurate copiando pari pari la prima che passava per strada, e non mi pare che l'umanità si sia estinta per anoressia, bulimia e via dicendo...
    E questo secondo me perchè questa cosa dell'identificazione totale con l'aspetto della Barbie non esiste proprio! Io ne avevo una cinquantina, corredate di case, ville, cavalli e macchine, ci ho giocato per anni e non mi è mai passato per l'anticamera del cervello di voler diventare uguale a lei!
    Insomma, se io fossi una bimba una Barbie del genere non l'avrei mai voluta!
    Baci!
    S
    http://s-fashion-avenue.blogspot.it

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