Reshma Qureshi - una modella speciale sulla passerella della NYFW

Buon pomeriggio!
Oggi sul blog vi racconto la storia di una ragazza come noi, a cui improvvisamente con un solo gesto è cambiata completamente la vita.
Il mondo della moda però le ha teso la mano e le farà vivere un sogno: sfilare sulla prestigiosa passerella della New York Fashion Week.
Vi consiglio di leggere questa storia, che a me ha fatto molto riflettere.

Reshma Qureshi è soltanto una delle moltissime donne vittime degli attacchi d'acido, di questa ragazza sappiamo nome e cognome ma ci sono ancora tantissime donne che non denunciano, in quanto spesso sono proprio i familiari a compiere un atto così tremendo, e preferiscono così restare nell'ombra e nella vergogna. 
Reshma ha diciannove anni e vive nel villaggio Allahabad (in India), due anni fa è stata sfigurata con l'acido perché "colpevole"di aver difeso la sorella dal marito violento e stupratore. Una situazione difficile, considerato che in India il reato di stupro tra coniugi non esiste.
Non contento, il cognato di Reshma ha rapito il figlio avuto con Gulshan e il giorno dopo la denuncia, accompagnato da due complici, ha bloccato Reshma e le ha gettato l'acido in faccia.
Nonostante le molte persone presenti, nessuno ha fatto niente. 
Reshma sognava di fare l'insegnante, ma in seguito all'attacco, ha dovuto accantonare il suo desiderio.
Il primo confronto con lo specchio è stato devastante, la ragazza non ha retto e voleva farla finita. Tremendi i segni fisici, ma ci sono anche quelli che non si vedono, le ferite che forse fanno più male. Reshma, diventata ormai preda degli incubi, non riusciva più a dormire; perso qualsiasi tipo di fiducia nel prossimo, la ragazza non riusciva più a parlare con nessuno (se non i familiari e gli amici); spaventata della sua immagine e di quello che gli altri avrebbero pensato, Reshma non riusciva più ad uscire di casa.
C'è però qualcuno, oltre alla famiglia, che le è venuto in soccorso. Si tratta dell'associazione non governativa Make Love not Scars, che ha aiutato la ragazza a ricominciare, inserendola nel mondo della pubblicità e della moda. Reshma è così diventata testimonial della campagna #EndAcidSale, i cui cartelloni per le strade recitano: "Ci vogliono due minuti per mettere il fard, ma solo tre secondi per sfregiare un volto" , "Trovare la tonalità di rossetto giusta è più difficile che trovare l'acido concentrato".
Dopo aver visto in giro le pubblicità che la ritraevano, Reshma ha smesso di coprirsi il viso, ha acquistato fiducia e ha smesso di camminare spaventata in pubblico. 
La giovane è diventata anche una seguitissima youtuber, nel suo canale pubblica tutorial di make-up: "I consigli di bellezza di Reshma".
Un video che mi ha molto colpita è quello in cui la ragazza applica sulle labbra un rossetto rosso e conclude con questo messaggio: "Al mercato troverai rossetti con altrettanta facilità degli acidi. E' per questo che ogni giorno una ragazza resta vittima degli attacchi". Pensate che questo video ha aggiunto le 900.000 condivisioni in un solo giorno, roba che Bieber spostati!

Potevano le persone ignorare tutto questo clamore? Ovvio che no! Un giorno la FTL Moda, azienda della nostra Ilaria Niccolini, si è accorta di lei e adesso le darà la possibilità di sfilare a New York per la Fashion Week. Qui potete vedere la sua reazione alla notizia:

Noi seguiremo il suo debutto in passerella con tanta passione perché la sua storia può dare coraggio e la forza di uscire allo scoperto anche a tantissime altre ragazze vittime degli attacchi d'acido.
La moda, quel mondo patinato basato sull'esteriorità, può fare tanto: i suoi cartelloni pubblicitari, le immagini, le personalità di spicco che la compongono, hanno il potere di diffondere messaggi forti.
Questo è quello di Reshma: "Ho imparato che la bellezza non viene dal fisico o dai look, se credi in te stessa ti sentirai bellissima".
La moda ha fatto molto anche per Laxmi, altra vittima sfigurata dall'acido. Un marchio d'abbigliamento indiano, Viva N Diva, l'ha scelta come modella e brand ambassador.

In India le leggi ci sono, ma non vengono rispettate. Nel 2013 la Suprema Corte ha proibito la vendita dell'acido e prevede un minimo di dieci anni in prigione per chi ne fa uso, ma noncuranti le persone  continuano ad acquistare l'acido nei magazzini generali per meno di metà dollaro (un litro di acido costa meno di un litro di latte!). Sono previsti dei risarcimenti per le vittime, ma spesso questi soldi non arrivano.
Purtroppo alla base c'è anche un problema di cultura, difficile da abbattere. L'India si fonda su una società patriarcale, nella quale l'uomo non accetta di essere respinto e un padre pensa di avere potere di vita e morte su figlie e moglie. A questo punto, cosa sarà successo al cognato di Reshma? E' libero su cauzione.
Questa è la situazione in India. Indignarsi? Sì, giustissimo, ma non basta. Cominciamo a rendere ancora meno accessibile l'acido, facciamo più leggi a tutela di queste donne e quelle che sono già esistenti che siano applicate, aiutiamo economicamente le vittime ma soccorriamole anche a livello psicologico. Come società abbiamo il dovere di proteggerle. Non abbandoniamole, la vergogna non sono loro ma chi commette queste atrocità.
Il volto, il nostro volto, è il modo con cui ci presentiamo al mondo, il nostro primo biglietto da visita. Nessuno ha diritto di cancellarci gli occhi, la fronte, le guance, il naso, la bocca, il viso, di annullare ciò che siamo. Che sia un padre, un cognato, uno spasimante, un vicino, nessuno può. Se vi rifiutiamo, dovete rispettarlo e stare al vostro posto. Se vogliamo studiare e acculturarci, dovete lasciarcelo fare. Se non vogliamo indossare il velo, se vogliamo mettere un rossetto, se vogliamo sciogliere i capelli, dovete stare in silenzio e limitarvi a guardare.
Non siamo oggetti, siamo persone, siamo al vostri pari e dovete accettarlo. La nostra opinione conta quanto la vostra, possiamo studiare e lavorare come voi ed essere anche più brave di voi, decidiamo noi del nostro corpo e con chi dormire, voi potete solo accettarlo. Senza violenza, senza aprire una bottiglia d'acido e gettarcelo in faccia, senza rovinarci la vita. Perché tanto siamo donne e noi ce la facciamo sempre, vero Reshma?

#EndAcidSale
* Sara


Vi lascio qualche dato impressionante:
In India ogni anno sono oltre 300 le vittime ufficiali, è uno dei paesi più colpiti insieme a Pakistan, Cambogia e Bangladesh, ma anche in Italia ci sono già stati numerosi casi (cito qui solo due nomi: Lucia Annibali e Valentina Pitzalis).  Nel 2010 in India sono state 80 le vittime, 106 nel 2011 e nel 2012, 123 nel 2013 e 309 nel 2014.

Nessun commento:

Posta un commento

Grazie per la visita e il commento!