Lezioni di Realpolitik alla NY Fashion Week

Buonasera e ben ritrovati sul blog!
San Valentino è passato e quindi possiamo tornare con i piedi per terra e parlare di uno degli argomenti che più mi piace in assoluto: la politica.
Sì, siete ancora su un fashion blog e sì, avete capito bene: oggi parleremo di politica concreta e reale che, dalle aule del governo, è riuscita ad insinuarsi alla New York Fashion Week 2017.

Lo stilista Prabal Gurung, ovvero l'uomo che tutt* vorrebbero al proprio fianco

Andiamo con ordine.
Credo che ormai sia risaputo il percorso ideologico portato avanti dal Presidente Trump: al di là del famoso muro con il Messico (che peraltro esiste già da anni) abbiamo visto il celeberrimo Muslim Ban e, passato un po' più in sordina, il taglio dei fondi pubblici alle cliniche e ai centri che fanno informazione sull'interruzione volontaria di gravidanza.
Insomma, Trump si è mostrato fedelissimo a quanto esposto in campagna elettorale: il riscatto dell'Angry White Man, l'americano medio arrabbiato con le minoranze (quali donne, immigrati e così via) colpevoli di ricevere una maggiore tutela da parte dello Stato.
Le reazioni ovviamente non sono mancate: tra manifestazioni, sit in, cortei, messaggi al vetriolo sui social, la politica sbarca anche alla New York Fashion Week.

Prima di tutto voglio mostrarvi alcune magliette slogan della sfilata del magnifico e meraviglioso Prabal Gurung, stilista nato a Singapore ma stabilitosi ormai da decenni in USA:













In secondo luogo abbiamo le spillette di "Planned Parenthood", associazione americana che si batte da sempre per la tutela della genitorialità pianificata, facendo grande attività di informazione e sensibilizzazione su temi come la libertà della donna, il diritto a compiere una gravidanza informata e anche sul diritto di poter scegliere l'aborto.
Insomma, un bello schiaffo morale a Trump e al suo taglio dei finanziamenti che vi citavo prima.



  
Ho già detto quanto amo Diane von Furstenberg?
Terzo punto.
Vi siete accorti come, durante la Fashion Week, vi sia stata un'esplosione di bandane bianche (indossate sia dalle modelle che dagli ospiti)?
Ciò deriva dall'iniziativa #TiedTogether, che celebra l'idea di uguaglianza e di inclusività di chiunque, perché nessuno merita di essere lasciato indietro o, peggio, di essere tagliato fuori.
Calvin Klein ci delizia con la sua versione della bandana bianca, donata ai presenti della sfilata e invitando tutti ad indossarla:

 
E la stessa cosa ha fatto anche Tommy Hilfiger.

Non è ancora finita.
La protesta continua anche al di là delle passerelle: di seguito, invece, la protesta dello stilista Adam Lippes e delle sue modelle.

Un post condiviso da adamlippes (@adamlippes) in data:

Insomma: la NYFW ha mandato un messaggio molto forte e pregnante e credo che probabilmente questa sia la prima volta in assoluto che il mondo della moda prenda una posizione così netta e concordante sulle grandi tematiche politiche. Bravissimi tutti!

Aspetto ovviamente le vostre opinioni nei commenti!
Baci,
-Ste

1 commento:

  1. Che bello sentire che la NY FW si sia schierata in maniera evidente su tematiche così importanti. Pranal Gurung é un grande!
    Kisses, Paola.
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Grazie per la visita e il commento!